Eventi
Top 500 Liguria
Guardare al futuro significa comprendere come persone, tecnologie e dinamiche globali stiano ridisegnando opportunità e modelli di crescita per le imprese e, per farlo, occorre mettere a fattor comune competenze, esperienze e prospettive differenti. PwC Italia, in collaborazione con la Repubblica Genova e l’Università di Genova, organizza venerdì 10 luglio alle ore 9.15 a bordo della nave Costa Toscana la decima edizione di Top 500 Liguria. Dopo le tappe di Levante e Ponente, il percorso Road to Top 500 Liguria si conclude con un momento di sintesi, confronto e visione strategica. Un’occasione per celebrare dieci anni di un’iniziativa che, attraverso l’analisi delle prime 500 imprese liguri, ha saputo interpretare l’evoluzione dell’economia regionale e anticiparne le traiettorie future. L'incontro riunirà imprese, istituzioni e mondo accademico intorno alle grandi sfide che attendono il sistema produttivo regionale: dall’innovazione tecnologica alla centralità del capitale umano e delle competenze, fino agli impatti dei cambiamenti geopolitici sull’economia della Liguria. Un confronto aperto tra i protagonisti dell’economia del territorio per leggere il presente, individuare nuove opportunità e tracciare insieme, con consapevolezza e ambizione, le rotte future. L’evento è riservato a imprenditori e manager del territorio ligure. Le iscrizioni chiuderanno giovedì 9 luglio alle ore 10.
Parliamone
News e Pubblicazioni
Dall’efficienza operativa alla creazione di valore: il futuro dei Global Business Services è “agentic”
I modelli di Global Business Services stanno vivendo una trasformazione profonda: dall’efficienza ottenuta tramite centralizzazione, outsourcing e offshoring si passa a un paradigma in cui dati, tecnologia e AI diventano il vero motore di valore. L’affermazione di modelli agentic-first, basati sulla collaborazione tra persone e AI agents, consente già oggi di automatizzare fino al 25–40% delle attività, ridurre tempi ed errori e migliorare qualità e reattività dei processi. Il contributo umano si sposta così da compiti ripetitivi ad attività di analisi, decisione e generazione di insight.Il vantaggio competitivo non risiede più nell’arbitraggio del costo del lavoro, ma nella capacità di integrare intelligenza nei processi: maggiore supporto alle decisioni, modelli operativi più resilienti, minore esposizione ai rischi geopolitici e ai costi emergenti, governance più solida anche in contesti distribuiti. Il focus passa quindi da dove viene svolto il lavoro a come viene eseguito e con quale livello di intelligenza.Per cogliere appieno il potenziale dell’agentic GBS, le organizzazioni devono ripensare il proprio modello operativo: processi end‑to‑end, integrazione scalabile dell’AI, nuove competenze in ambito data, automation e orchestration, workforce ibrida uomo‑AI. I primi risultati mostrano benefici concreti in termini di velocità, affidabilità e qualità delle decisioni.In Italia la trasformazione è avviata ma ancora eterogenea: molte realtà restano in fase pilota e faticano a scalare le soluzioni a livello enterprise. L’interesse verso Intelligent Automation e Agentic AI cresce, ma la sfida principale resta la scalabilità, soprattutto in un tessuto ricco di PMI.A livello globale, i GBS stanno evolvendo da centri di servizio a piattaforme strategiche di creazione del valore, capaci di supportare decisioni, innovazione e crescita. Per accelerare questa evoluzione emergono alcune priorità: concentrare le iniziative nelle aree a maggior valore immediato, valutare il business case in modo più ampio rispetto al solo costo del lavoro, rafforzare gli abilitatori di scala e alzare il livello di ambizione, passando rapidamente dalla sperimentazione alla piena industrializzazione.Il passaggio da “arbitrage” a “intelligence” segna una nuova fase per i GBS. Per le aziende italiane, la sfida non è più sperimentare, ma scalare: trasformare l’innovazione in vantaggio competitivo, industrializzando l’intelligenza nei processi e rendendo i GBS una leva strategica per competitività, resilienza e crescita.Per saperne di più visita la pagina dedicata
29ª Global CEO Survey Health Industries Italia
29ª Global CEO Survey Health Industries Italia
La 29ª Global CEO Survey evidenzia un settore Health Industries in evoluzione, caratterizzato da prospettive di crescita ma anche da un contesto di crescente complessità. A livello globale sono stati intervistati circa 300 CEO del settore, di cui 30 in Italia.L'indagine mostra una visione positiva sulle opportunità di sviluppo, sostenuta dall'innovazione tecnologica, dall'intelligenza artificiale e dall'espansione verso nuovi ambiti di business. Allo stesso tempo, emergono sfide rilevanti legate all'adozione delle nuove tecnologie, alla disponibilità di competenze, alla resilienza organizzativa e alla necessità di ripensare i modelli di business.Le principali priorità dei CEO del settore Health Industries:Gestire i principali fattori di rischioI CEO italiani individuano tra le principali minacce per il prossimo futuro l'inflazione, il cambiamento tecnologico, la carenza di competenze e i rischi informatici. In questo scenario, cresce l'attenzione verso la capacità delle organizzazioni di adattarsi con rapidità all'evoluzione del mercato e dell'innovazione.Accelerare l'adozione dell'intelligenza artificialeL'AI rappresenta una leva strategica per la competitività del settore, ma permane un significativo divario tra ambizione e capacità di esecuzione. Molte organizzazioni non dispongono ancora di una roadmap strutturata, mentre investimenti, governance e disponibilità di competenze risultano spesso insufficienti per sfruttarne appieno il potenziale.Investire in competenze e cultura dell'innovazioneLa trasformazione tecnologica richiede competenze specialistiche e una cultura organizzativa orientata al cambiamento. In Italia la carenza di skill rappresenta uno dei principali ostacoli all'adozione dell'intelligenza artificiale, confermando il capitale umano come fattore determinante per sostenere crescita, innovazione e competitività.Espandersi verso nuovi mercati e modelli di businessLe aziende Health Industries stanno ampliando il proprio perimetro competitivo, sviluppando attività in settori nuovi o adiacenti al core business. Questa evoluzione consente di intercettare nuove opportunità di crescita, ma richiede anche una revisione dei modelli operativi e strategici."La contaminazione fra settori diversi, non necessariamente limitrofi, offre opportunità tangibili, ma incide sull’intensità della pressione competitiva e richiede scelte per ripensare i modelli di business tradizionali. Alcune aziende stanno già trasformando strategie e modelli, per competere in un contesto che evolve rapidamente, ma molte altre faticano a tenere il passo soprattutto nella capacità di tradurre l’innovazione tecnologica in cambiamento reale." Andrea Alessandri, Partner | Health Services Leader, PwC ItalyFare leva sulle operazioni di M&AFusioni e acquisizioni si confermano uno strumento strategico per accelerare la trasformazione, acquisire nuove competenze, accedere a tecnologie innovative, entrare in nuovi mercati e rafforzare la competitività delle organizzazioni.Adottare una visione di lungo periodoLa survey evidenzia come i CEO dedichino ancora gran parte del proprio tempo alla gestione delle priorità operative, mentre la capacità di anticipare le principali disruption rimane limitata. Rafforzare una prospettiva strategica di lungo termine diventa quindi essenziale per affrontare le trasformazioni demografiche, tecnologiche e sociali che stanno ridefinendo il settore."La portata, la velocità e la potenza dei trend in atto (demografici, tecnologici, di innovazione, di ruolo e aspettative degli utenti, etc.) stanno trasformando ogni settore, ma assumono un'importanza particolare in quello della salute e pongono una serie di sfide significative ai leader del settore sanitario. Questi devono andare oltre i cambiamenti incrementali e non limitarsi ad aggiungere nuove tecnologie ai modelli preesistenti, ma devono abbracciare un approccio alla trasformazione che ripensi i modelli di business, il posizionamento delle loro aziende rispetto alle esigenze di salute delle persone, il tipo di servizi da offrire, quali tecnologie adottare." Andrea Fortuna, Partner | Health Industries Leader, PwC ItalyLa trasformazione del settore Health Industries richiede un approccio strutturale che integri innovazione tecnologica, sviluppo delle competenze e visione strategica. Le organizzazioni che sapranno evolvere i propri modelli di business, valorizzare il capitale umano e cogliere le opportunità offerte dall'innovazione saranno meglio posizionate per generare valore sostenibile e guidare il cambiamento del settore.Per saperne di più visita la pagina dedicata