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USA – Sentenza IEEPA: implicazioni operative, sviluppi recenti e priorità per le Imprese Italiane

La Corte Suprema USA ha stabilito che l’IEEPA non è una base giuridica valida per imporre dazi, riaffermando che il potere tariffario spetta al Congresso. Di conseguenza, i dazi introdotti esclusivamente su tale base (inclusi i “reciprocal tariffs”) presentano un rischio giuridico strutturale. La decisione non riguarda invece le misure adottate ai sensi della Section 232 o della Section 301.Sugli effetti retroattivi la Corte non si è espressa: non sono previsti rimborsi automatici e le eventuali richieste, in capo all’importer of record, si prospettano lunghe e complesse. Il fattore tempo sarà cruciale per limitare il rischio di “value leakage”.L’Amministrazione USA ha reagito introducendo un dazio temporaneo del 10% per 150 giorni ai sensi della Section 122 (con possibile aumento al 15%), chiudendo formalmente le misure IEEPA ma spostando il rischio su nuove basi giuridiche. Il nuovo dazio ha un perimetro ampio ma con esclusioni rilevanti (tra cui energia, alcune materie prime, farmaci, specifiche categorie elettroniche e beni già soggetti a Section 232, oltre ai prodotti USMCA-compliant).Nel complesso, il rischio tariffario non viene eliminato ma cambia natura: meno misure generalizzate d’emergenza e più interventi mirati e settoriali.Per i gruppi italiani attivi negli USA le priorità sono:valutare l’esposizione alle importazioni interessate;definire una strategia sui potenziali rimborsi;analizzare impatti economici, contrattuali e fiscali;monitorare l’evoluzione normativa (Section 122, 232, 301);coordinare funzioni doganali, legali, fiscali e supply chain.Per saperne di più visita la pagina dedicata

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2025 e Outlook 2026 PwC Global and Italian M&A trends

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2025 e Outlook 2026 PwC Global and Italian M&A trends

Il mercato M&A mostra segnali di ripresa nel 2025, trainato dai mega‑deal e dall’intelligenza artificiale, che sta ridisegnando strategie, investimenti e criteri valutativi. In Italia cresce il numero di operazioni annunciate, con Financial Services in forte espansione, ma calano quelle chiuseNel corso del 2025 il mercato globale delle operazioni di fusione e acquisizione ha mostrato segnali di progressiva ripresa dopo una fase caratterizzata da incertezza macroeconomica e volatilità. A fronte di un numero complessivo di operazioni sostanzialmente stabile, il valore totale delle transazioni è cresciuto in maniera significativa, evidenziando una forte concentrazione nei mega-deal e nelle operazioni strategiche di maggiore dimensione. Questa dinamica riflette un contesto in cui le aziende privilegiano acquisizioni mirate, capaci di generare trasformazioni strutturali e vantaggi competitivi di lungo periodo, piuttosto che un aumento generalizzato dei volumi.Tra i principali driver del mercato emerge il ruolo sempre più centrale dell’intelligenza artificiale, che sta ridefinendo le strategie di investimento e i criteri di valutazione aziendale. L’AI rappresenta al tempo stesso un ambito di investimento diretto e un fattore abilitante che influenza l’intero processo di dealmaking, dalla selezione dei target alla due diligence fino alle decisioni strategiche post-acquisizione. Gli ingenti investimenti previsti nelle infrastrutture tecnologiche e digitali potrebbero nel breve periodo assorbire parte della liquidità disponibile, ma nel medio-lungo termine sono destinati a favorire una nuova fase di crescita del mercato grazie all’aumento della produttività e dell’innovazione.Dal punto di vista geografico, il mercato continua a essere guidato dalle economie più mature, mentre diverse aree emergenti mostrano segnali di rafforzamento e maggiore dinamismo. A livello settoriale, tecnologia, servizi finanziari e industria manifatturiera si confermano tra i comparti più attivi, con operazioni spesso orientate all’acquisizione di competenze digitali, innovazione e capacità operative strategiche.In Italia si osserva un incremento delle operazioni annunciate e del valore complessivo delle transazioni, a conferma di un rinnovato interesse da parte degli investitori strategici e finanziari. Tuttavia, il numero di deal completati evidenzia una contrazione, dovuta anche a tempistiche di esecuzione più lunghe e a un contesto ancora selettivo. I servizi finanziari rappresentano uno dei principali motori dell’attività M&A nazionale, affiancati da altri settori dinamici come le health industries e le operazioni di maggiore dimensione, che contribuiscono in modo significativo al valore complessivo del mercato.Il quadro macroeconomico rimane un fattore determinante per l’evoluzione futura. Le aspettative di graduale riduzione dei tassi di interesse e una maggiore stabilizzazione del contesto economico potrebbero favorire un incremento dell’attività nei prossimi mesi, mentre le tensioni geopolitiche e la riorganizzazione delle catene di approvvigionamento continuano a influenzare le strategie aziendali. In questo scenario, le acquisizioni vengono sempre più utilizzate come leva per accelerare la trasformazione digitale, entrare in nuovi mercati e rafforzare la resilienza operativa.Le prospettive per il 2026 indicano una prosecuzione dell’attività M&A, con operazioni sempre più selettive e orientate alla creazione di valore strategico. L’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale continueranno a rappresentare i principali fattori di trasformazione, contribuendo a ridefinire le priorità degli investitori e le dinamiche competitive del mercato.Per sapere di più visita la pagina dedicata

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Direct Reporting - Provvedimento della Banca d'Italia 2016/02/16

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