Eventi
Naples Shipping Week 2026
Il settore dello shipping e della logistica marittima sta attraversando una fase di profonda evoluzione, guidata dalla transizione energetica, dall’innovazione tecnologica e dalla crescente digitalizzazione dei processi. In questo contesto, il confronto tra istituzioni, operatori e imprese diventa fondamentale per affrontare le sfide e cogliere le opportunità che stanno trasformando l’economia del mare.Port&ShippingTech 2026, la conferenza internazionale dedicata a logistica, shipping e sviluppo del sistema portuale, si terrà il 29 e 30 ottobre 2026 presso il Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli, nell’ambito della Naples Shipping Week 2026, in programma dal 26 ottobre al 1° novembre. L’evento rappresenta uno dei principali appuntamenti del settore e riunisce professionisti ed esperti per discutere di innovazione tecnologica e futuro del sistema logistico-marittimo.PwC Italia è sponsor dell'iniziativa.Interverranno giovedì 29 ottobre:Paolo Guglielminetti, Partner Global Railways & Roads Leader, PwC Italia, nella sessione "NEW FRONTIERS IN GREEN SHIPPING TECHNOLOGIES: Part 1. Sustainability and impact reduction of the maritime economy", alle ore 14.30, presso la Perseide RoomCataldo Rosito, Director PwC Italia, Transportation, Logistics & Infrastructures, nella sessione "INTEGRATED LOGISTICS, SEEN FROM THE SEA: From the port as a physical place to the port as an ecosystem", alle ore 14.30, presso la Dione RoomPer visualizzare l'agenda completa cliccare qui
Generazioni Digitali
L’innovazione digitale rappresenta una leva fondamentale per la crescita economica e sociale del Paese, capace di trasformare non solo le imprese ma anche le comunità e i territori. Tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione dei processi, insieme a principi di sostenibilità, stanno ridefinendo i modelli di business e di inclusione sociale, ponendo al centro la creazione di ecosistemi collaborativi che mettano in rete imprese, startup, istituzioni e organizzazioni no profit.PwC Italia sarà presente il prossimo 27 ottobre presso il quartiere ZEN di Palermo con l’obiettivo di promuovere un dialogo concreto e operativo tra tutti gli attori coinvolti, favorendo la contaminazione tra mondo profit e no-profit, tra competenze locali e opportunità globali.Nel corso della manifestazione, professionisti di PwC Italia parteciperanno a panel e workshop dedicati ai temi dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione sociale, tra cui:ore 11.30 – Workshop "Il nuovo ruolo del 'compliance officer' nell'era dell'AI" con Valeria Casula, Senior Associate PwC Italiaore 15.00 – Talk “AI, tra crescita e scalabilità. Trasformazione delle imprese e delle startup” con Vincenzo Tanania, Partner Digital Innovation PwC Italiaore 16.30 – Workshop “Imprese, Startup e Professionisti: Generative e Agentic AI” con Alessio Lo Presti, Senior Manager Digital Innovation PwC Italia e Valentina Rossi, Senior Associate Digital Innovation PwC ItaliaPer maggiori informazioni sull’agenda e sulle modalità di partecipazione consultare il link
L'Architettura della Resilienza. Governance e Prodotto: interdipendenze tra NIS2 e CRA
Il 28 ottobre 2026, presso l’Auditorium Giorgio Squinzi di Assolombarda a Milano, si terrà “L’Architettura della Resilienza. Governance e Prodotto: interdipendenze tra NIS2 e CRA”, l'appuntamento annuale dedicato ai temi della cybersecurity e della resilienza digitale. Giunto alla sua dodicesima edizione, l’evento rappresenta un’importante occasione di confronto per imprese, istituzioni ed esperti del settore sui principali sviluppi normativi, tecnologici e organizzativi che stanno trasformando il panorama della sicurezza informatica.In questa edizione verrà approfondito il rapporto tra il Cyber Resilience Act (CRA) e la Direttiva NIS2, mettendo in luce l'intrinseca indipendenza tra i due ambiti normativi e il loro impatto sulle strategie aziendali. Attraverso il confronto con esperti e casi reali, l’evento aiuta le imprese a orientare con maggiore consapevolezza investimenti, governance e supply chain, ma soprattutto la sicurezza.PwC Italia parteciperà all’evento.Giuseppe D’Agostino, Partner PwC Italia, Cybersecurity & Privacy Leader, interverrà alle ore 11.30 durante il Cyber Talk | Round 2: “NIS2: il cantiere è (ancora) aperto” .
fLAWless goes Europe
Il prossimo giovedì 29 ottobre si terrà fLAWless goes Europe, un appuntamento dedicato all'evoluzione dei Dipartimenti Legali in house e alla loro capacità di guidare la trasformazione digitale, organizzato da PwC presso la Torre Libeskind in Piazza Tre Torri 2, Milano. Un momento di confronto per esplorare dati, dinamiche, prospettive e soluzioni per il mondo giuridico, con un focus sulle sfide dell’intelligenza artificiale, i nuovi modelli operativi e l’integrazione tecnologica con il lavoro day by day. In particolare, durante l’incontro saranno presentate le principali evidenze emerse da un sondaggio di settore curato, a livello internazionale, da PwC e si approfondiranno casi concreti di trasformazione.
Spark! Innovation Summit
L’innovazione richiede sempre più spesso un approccio collaborativo e integrato, capace di superare i confini aziendali per creare valore condiviso attraverso ecosistemi dinamici. In questo contesto, l'evento Spark! Innovation Summit sarà l'occasione per ascoltare contenuti ad alta ispirazione e un incontrare un'ecosistema collaborativo, elementi che si fondono per generare soluzioni innovative e nuove opportunità di crescita.L’evento si terrà il prossimo 29 ottobre alle ore 10.00 presso l'Autodromo Nazionale di Monza.PwC Italia sarà sponsor del summit e salirà sul Main Stage dell'evento Roberta Anelli, Senior Manager Digital Innovation PwC Italia, con l'intervento dal titolo “Oltre i confini dell’azienda: innovare e scalare attraverso gli ecosistemi”.Verranno presentati modelli concreti e approcci efficaci relativi all’attivazione di partnership strategiche tra aziende, startup, università, centri di ricerca, investitori e istituzioni. Verranno condivisi casi pratici di successo e strategie per accelerare crescita, competitività e capacità di execution tramite ecosistemi aperti, trasformando le opportunità di innovazione in risultati misurabili e sostenibili.Per maggiori informazioni sull’agenda e sulle modalità di partecipazione contattare Valeria Bassani - valeria.bassani@pwc.com o consultare il link.
New Money Forum: Il futuro del denaro, dei mercati e della finanza digitale
Giovedì 29 ottobre, dalle ore 14.00 alle ore 19.00, a Milano, si terrà Il New Money Forum, un confronto organizzato dalla piattaforma digitale FutreBlend e il think thank Sandwich Club, dedicato all’evoluzione della finanza digitale europea, con focus su stablecoin, euro digitale e tokenizzazione degli asset.Nel corso dell’evento verranno approfonditi i principali sviluppi normativi, tecnologici e di mercato che stanno trasformando pagamenti, regolamento delle transazioni e gestione degli investimenti. La sessione offrirà inoltre un’occasione di confronto sulle nuove infrastrutture della finanza digitale e sul ruolo di banche, fintech e istituzioni nell’ecosistema europeo.PwC Italia è technical sponsor dell'evento e interverrà coi contributi di: Marco Folcia, Partner PwC Italia, Financial Services - Payments & Digital Banking, nei Keynote di apertura: La bussola del denaro che cambia: visione, rischi e opportunitàDaniela Genua, Director PwC Italia, nel Panel 1: Le regole che ridisegnano la finanza digitale, in qualità di moderatriceStefano Rossi, Director PwC Italia, Blockchain & Digital Assets, nel Panel 2: l’infrastruttura che ridisegna i pagamenti: Dagli strumenti di pagamento emergenti alla trasformazione del sistema finanziario
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News e Pubblicazioni
Una nuova agenda per la salute - Territorio, innovazione e collaborazione
Il sistema sanitario italiano si trova ad affrontare sfide sempre più complesse, legate soprattutto all’invecchiamento della popolazione, alla diffusione delle patologie croniche e all’evoluzione tecnologica. Questi cambiamenti rendono necessario ripensare l’organizzazione dei servizi sanitari, rafforzare l’assistenza sul territorio e promuovere una maggiore collaborazione tra istituzioni e imprese.Il rapporto Una nuova agenda per la salute. Territorio, innovazione e collaborazione, promosso dalla Fondazione PwC Italia ETS, analizza le principali sfide del settore e individua le opportunità per costruire un sistema sanitario più integrato, innovativo e sostenibile. Attraverso dati, interviste e contributi delle aziende aderenti al Club Santé Italie, il documento approfondisce tre ambiti prioritari: il rafforzamento della sanità territoriale, l’innovazione e la collaborazione tra pubblico e privato.Una domanda di salute in evoluzioneL’evoluzione demografica rappresenta uno dei principali fattori di pressione sul sistema sanitario. L’aumento della popolazione anziana, accompagnato da una maggiore incidenza delle cronicità e della non autosufficienza, determina bisogni assistenziali più complessi e prolungati nel tempo.Secondo i dati Istat riportati nel documento, la quota di popolazione italiana con almeno 65 anni, pari al 16,9% nel 1996, raggiunge il 25,1% nel 2026 e potrebbe arrivare al 34,6% nel 2050. Parallelamente, tra il 2009 e il 2024, la percentuale di persone con almeno una patologia cronica è passata dal 38,8% al 41,5%.Queste dinamiche rendono necessario superare un approccio prevalentemente orientato alla singola prestazione, promuovendo una presa in carico continuativa della persona. Prevenzione, diagnosi, trattamento, monitoraggio e follow-up devono essere integrati in percorsi capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini nelle diverse fasi della vita.Particolare attenzione richiede la popolazione anziana non autosufficiente. La copertura offerta dai servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari rimane inferiore al 40% di questa fascia di popolazione, evidenziando la necessità di rafforzare l’offerta assistenziale e migliorare il coordinamento tra servizi sanitari e sociosanitari.La sostenibilità del sistema sanitarioLa crescente domanda di assistenza si inserisce in un contesto caratterizzato dalla necessità di garantire la sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale. L’invecchiamento della popolazione determina infatti un aumento del fabbisogno di cure, mentre la riduzione della popolazione in età lavorativa può restringere progressivamente la base contributiva.In questo scenario, la disponibilità di risorse aggiuntive rappresenta un elemento importante, ma non sufficiente. La sostenibilità nel lungo periodo dipende anche dalla capacità di migliorare l’efficienza dei servizi, ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili e ripensare i modelli di erogazione dell’assistenza.La prevenzione, la gestione proattiva delle patologie croniche e il rafforzamento dei servizi territoriali possono contribuire a rendere più appropriata la risposta ai bisogni di salute, favorendo la continuità assistenziale e una migliore allocazione delle risorse.Il territorio come fulcro dell’assistenzaIl rafforzamento della sanità territoriale costituisce una delle priorità strategiche individuate dal rapporto. Avvicinare i servizi ai cittadini significa sviluppare modelli assistenziali in grado di intercettare precocemente i bisogni, accompagnare le persone lungo il percorso di cura e ridurre la frammentazione tra i diversi livelli di assistenza.La sanità territoriale deve operare come una rete integrata, nella quale medicina generale, servizi specialistici, assistenza domiciliare, strutture residenziali e servizi sociali collaborino in modo coordinato. L’obiettivo è garantire risposte più tempestive e appropriate, soprattutto alle persone anziane, fragili e affette da patologie croniche.La diffusione di modelli organizzativi efficaci richiede un maggiore coordinamento tra gli attori coinvolti e una più stretta integrazione tra le strutture e i servizi disponibili. È inoltre fondamentale promuovere una maggiore omogeneità nell’accesso e nella qualità dell’assistenza, valorizzando le esperienze territoriali e favorendo la diffusione delle pratiche più efficaci.Innovazione e trasformazione digitaleL’innovazione rappresenta una leva trasversale per affrontare le sfide del sistema sanitario. Il suo valore non si esaurisce nell’introduzione di nuove tecnologie, ma risiede nella capacità di trasformare i processi, migliorare l’organizzazione dei servizi e favorire una gestione più integrata dei percorsi assistenziali.La digitalizzazione può contribuire a rafforzare la prevenzione, agevolare la condivisione delle informazioni, supportare il monitoraggio dei pazienti e migliorare la continuità delle cure. L’intelligenza artificiale e gli strumenti digitali possono inoltre offrire nuove opportunità per supportare i professionisti sanitari e rendere più efficienti le attività operative.Per tradurre queste potenzialità in risultati concreti è tuttavia necessario intervenire anche su governance, competenze e processi organizzativi. L’adozione delle tecnologie deve essere accompagnata da modelli decisionali chiari, adeguate competenze specialistiche e una visione integrata degli obiettivi di trasformazione.L’innovazione richiede quindi un approccio sistemico, capace di connettere investimenti tecnologici, cambiamento organizzativo e sviluppo delle competenze, mantenendo al centro la qualità dei servizi e i bisogni dei cittadini.La collaborazione tra pubblico e privatoLa crescente complessità delle esigenze assistenziali rende sempre più rilevante la collaborazione tra istituzioni pubbliche, imprese e altri soggetti della filiera sanitaria. Le competenze e le risorse del settore privato possono contribuire allo sviluppo di nuovi modelli organizzativi, all’ampliamento della capacità di risposta del sistema e alla diffusione dell’innovazione.Il rapporto sottolinea l’importanza di valorizzare il contributo degli operatori privati accreditati all’interno di una strategia complessiva orientata alla sostenibilità, alla qualità e all’accessibilità dei servizi. La collaborazione tra pubblico e privato non si configura come un’alternativa al carattere universalistico del Servizio Sanitario Nazionale, bensì come una possibile leva per rafforzarne la capacità di rispondere ai bisogni della popolazione.Per generare valore, questa collaborazione deve basarsi su obiettivi condivisi, un chiaro orientamento ai risultati e un dialogo continuativo tra i diversi stakeholder. La messa a sistema delle competenze può favorire la sperimentazione di soluzioni innovative e la loro progressiva diffusione, contribuendo a superare la frammentazione dell’offerta.Il contributo del Club Santé ItalieIl Club Santé Italie promuove il dialogo tra imprese, istituzioni e stakeholder del settore sanitario, favorendo la condivisione di esperienze e competenze e il rafforzamento della cooperazione tra Italia e Francia.Nato dalla collaborazione tra l’Ambasciata di Francia in Italia, Business France e le principali aziende francesi attive nella filiera della salute, il Club rappresenta una piattaforma di confronto sulle trasformazioni del sistema sanitario e sulle opportunità di sviluppo di modelli più innovativi e sostenibili.Le imprese aderenti costituiscono una componente significativa del tessuto economico nazionale, con oltre 13.000 dipendenti e un fatturato superiore a 10 miliardi di euro. Il loro contributo può sostenere la diffusione di buone pratiche, la sperimentazione di soluzioni organizzative e tecnologiche e lo sviluppo di nuove forme di collaborazione lungo la filiera.Il confronto promosso dal Club consente inoltre di raccogliere prospettive complementari sulle priorità del settore, favorendo un dialogo costruttivo tra imprese e decisori pubblici.Le priorità per il futuroDall’analisi emergono tre direttrici fondamentali per l’evoluzione del sistema sanitario italiano: rafforzare la sanità territoriale, accelerare l’innovazione e la trasformazione digitale e consolidare la collaborazione tra pubblico e privato.Queste priorità sono strettamente interconnesse. Una rete territoriale più efficace necessita di processi integrati e strumenti digitali adeguati; l’innovazione richiede competenze, governance e collaborazione tra organizzazioni; la sostenibilità del sistema dipende dalla capacità di valorizzare in modo coordinato le risorse disponibili.Per tradurre tali indirizzi in risultati concreti è necessario promuovere un approccio di lungo periodo, fondato sulla collaborazione tra gli attori, sulla diffusione delle esperienze più efficaci e su una maggiore integrazione tra assistenza sanitaria e sociosanitaria.Verso un sistema sanitario più integrato e sostenibileLa trasformazione della sanità italiana richiede una visione condivisa, capace di coniugare sostenibilità economica, innovazione organizzativa e qualità dell’assistenza. Il rafforzamento del territorio, l’impiego strategico delle tecnologie e la valorizzazione delle sinergie tra pubblico e privato rappresentano elementi essenziali per rispondere all’evoluzione dei bisogni di salute.In questo percorso, il dialogo tra imprese, istituzioni e stakeholder può contribuire a individuare soluzioni concrete e a favorire la diffusione di modelli assistenziali più efficaci.La sfida consiste nel passare da un sistema prevalentemente orientato alla risposta episodica ai bisogni a un modello integrato, proattivo e centrato sulla persona. Un’evoluzione che richiede investimenti, competenze e collaborazione, con l’obiettivo di garantire nel tempo accessibilità, qualità e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.Per saperne di più scarica il report
Global Workforce Hopes and Fears Survey 2026
Global Workforce Hopes and Fears Survey 2026
Lavoratori italiani soddisfatti, ma sotto pressione. Cresce l’IA, ma resta il nodo delle competenze.In Italia, il 61% dei lavoratori si dichiara soddisfatto del proprio lavoro, contro il 66% della media globale. Retribuzione e benefit, sicurezza occupazionale e qualità dell’ambiente lavorativo sono i principali fattori che influenzano il giudizio. Permane tuttavia l’incertezza sul futuro, alimentata dalla pressione economica, dalle difficoltà di accesso alla formazione e dall’evoluzione del mercato del lavoro.Quasi un lavoratore su due (48%) riesce a coprire le spese mensili senza risparmiare, mentre il 28% ritiene che il proprio potere contrattuale sia diminuito rispetto a tre anni fa. Tra i fattori che hanno inciso maggiormente sull’esperienza professionale nell’ultimo anno figurano l’aumento del costo della vita (30%), i conflitti geopolitici (20%) e i timori legati ai tagli occupazionali (19%).La volatilità macroeconomica è la principale minaccia percepita alla sicurezza del posto di lavoro nei prossimi tre anni (58%), seguita dai conflitti tra Paesi (49%) e dal rischio che l’intelligenza artificiale sostituisca alcune attività lavorative (45%). Le preoccupazioni sono particolarmente elevate tra i lavoratori della Generazione Z.Il nodo delle competenzeIl 60% dei lavoratori italiani ritiene che il proprio ruolo richieda competenze specialistiche e circa il 38% dichiara di aver applicato nuove competenze in misura elevata o molto elevata nell’ultimo anno. Il cambiamento coinvolge soprattutto senior executive (49%) e manager (45%), rispetto ai lavoratori non manageriali (31%) e a quelli entry level (34%).Sebbene il 55% sia fiducioso di poter sviluppare le proprie competenze, solo il 40% dichiara di avere accesso alle risorse formative necessarie, contro il 51% della media globale e il dato italiano del 2025. La percentuale scende al 32% tra i lavoratori entry level e al 39% tra quelli non manageriali.Anche la conoscenza delle competenze future è limitata: solo il 35% dichiara di sapere quali saranno necessarie nei prossimi anni, contro il 49% a livello globale. Inoltre, appena il 32% si sente incoraggiato dalla propria organizzazione a innovare e condividere nuove idee, rispetto al 43% globale.L’adozione dell’IA cresce, ma permane un divario di utilizzoIl 53% dei lavoratori italiani ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale sul lavoro negli ultimi 12 mesi, con un aumento di 12 punti percentuali rispetto al 2025. Il dato resta inferiore alla media globale (64%).L’IA generativa viene utilizzata almeno settimanalmente dal 31% dei lavoratori italiani, contro il 41% a livello globale. Inoltre, il 24% prevede un aumento significativo del suo utilizzo nei prossimi 12 mesi, rispetto al 33% globale.L’uso frequente dell’IA sembra associarsi a una maggiore sicurezza occupazionale: si sente sicuro della stabilità del proprio posto di lavoro il 45% di chi utilizza questi strumenti quotidianamente o settimanalmente, contro il 35% di chi li usa occasionalmente.La visione globale: un nuovo divario nella forza lavoroIl Global Workforce Hopes and Fears Survey 2026 di PwC evidenzia un divario crescente, legato non solo alle competenze possedute, ma anche alla capacità di sfruttare le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.Il report individua quattro gruppi di lavoratori a livello globale: i Front-runners (14%), con competenze rare e solide capacità nell’uso dell’IA; gli AI Insurgents (18%), che compensano competenze meno distintive con un utilizzo avanzato dell’IA; gli Indispensables (11%), con competenze molto richieste ma una minore maturità nell’uso dell’IA; e l’Engine Room (56%), la maggioranza della forza lavoro, caratterizzata da competenze meno rare e un utilizzo limitato di questi strumenti.I Front-runners beneficiano di maggiori opportunità di riconoscimento per l’innovazione e lo sviluppo delle competenze e sono più propensi a chiedere promozioni. Tuttavia, il 29% ritiene molto o estremamente probabile cambiare datore di lavoro nel prossimo anno. L’Engine Room, invece, comprende la maggior parte dei lavoratori impegnati nelle attività quotidiane e rischia di beneficiare meno delle opportunità offerte dalla trasformazione."Quest’ultimo gruppo richiede un’attenzione particolare da parte delle organizzazioni. Si tratta di una componente importante per l’operatività delle aziende, eppure gli appartenenti a questo gruppo hanno minori probabilità di beneficiare dell’acquisizione di nuove competenze, di poter utilizzare l’IA o proporre modifiche all’operatività dei processi. Il futuro del lavoro dipenderà sempre più dalla capacità delle organizzazioni di far dialogare efficacemente sviluppo delle competenze, accesso alla formazione continua e diffusione dell’intelligenza artificiale. Solo in questo modo eviteremo che il divario tra chi riesce a beneficiare del cambiamento e chi rischia di restarne escluso continui ad allargarsi". Alessandro Grandinetti | Clients & Industries Leader, PwC ItaliaPer saperne di più visita la pagina dedicata