Eventi
Il governo del Cyber Risk: dalla gestione della sicurezza della filiera alla resilienza operativa, con approcci concreti per la conformità NIS2
La crescente digitalizzazione del settore Energy & Utilities e le nuove sfide introdotte dalla Direttiva NIS2 richiedono un rafforzamento dei modelli di gestione del rischio cyber e della supply chain. Utilitalia, in collaborazione con PwC Italia, avvia un ciclo di incontri territoriali per presentare approcci metodologici e soluzioni tecnologiche a supporto della conformità alla NIS2 e del miglioramento della postura di sicurezza.Gli eventi saranno articolati in due focus: Cyber Risk, con un’analisi delle principali minacce e degli obblighi di governance e monitoraggio continuo previsti dalla direttiva; Sicurezza delle Terze Parti, con particolare attenzione alla gestione dei rischi di Cybersecurity posti dalla supply chain e agli strumenti di monitoraggio end to end.Saranno occasioni per comprendere le leve strategiche e operative necessarie a garantire resilienza, compliance e una filiera energetica più sicura e trasparente.Gli appuntamenti: Roma, Sede Utilitalia: lunedì 27 aprile alle ore 10:30 - cliccare qui per iscriversi; Rubano (PD), Sede PwC: martedì 19 maggio alle ore 10:30 - cliccare qui per iscriversi; Milano, Torre PwC: giovedì 28 maggio alle ore 10:30.Gli eventi sono riservati alle aziende associate a Utilitalia.
Top 300 Puglia e Basilicata
PwC Italia, in collaborazione con il Dipartimento di Economia, Management e Diritto dell'Impresa dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Confindustria Bari e BAT, organizza venerdì 15 maggio alle ore 17.30 presso il Museo civico di Bari l’evento Top 300 Puglia e Basilicata. L’incontro rientra quest’anno nell’ambito delle iniziative promosse da Confindustria per Bari e BAT Capitale della Cultura d’Impresa 2026, programma che valorizza il ruolo strategico delle imprese nel rafforzare competitività, competenze e capacità di innovazione del territorio. È proprio in questo scenario che Top 300 Puglia e Basilicata trova la sua cornice ideale: un momento per raccontare le dinamiche economiche regionali e riflettere sui nuovi scenari di sviluppo dell’economia del territorio. Accanto alla presentazione dei risultati della ricerca dedicata alle prime 300 aziende di Puglia e Basilicata, l’evento sarà l’occasione per approfondire insieme a imprenditori e CEO di importanti aziende locali: il ruolo dell’Open Innovation quale leva strategica per rafforzare l’ecosistema regionale e creare nuove opportunità di crescita; le opportunità di riconversione della filiera automotive, settore chiave per l’economia del territorio e oggi chiamato a ripensare modelli, competenze e investimenti in una fase di profonda trasformazione. La disponibilità dei posti in sala è limitata. L’evento è rivolto a imprenditori e manager aziendali.
InTouch26
Il ruolo della funzione Finance sta vivendo la trasformazione più profonda degli ultimi decenni. L’arrivo dell’agentic AI non si limita a velocizzare i processi: sta cambiando il modo in cui le organizzazioni analizzano, decidono e guidano il business. Le piattaforme intelligenti non si limitano più a supportare: anticipano, suggeriscono, orchestrano. E sempre più spesso diventano il motore che permette ai leader finanziari di passare dalla reazione alla visione.In questo scenario, la vera domanda non è più “come ottimizzare il Finance”, ma come guidare il futuro del Finance. Chi non saprà integrare innovazione, dati e AI in un modello operativo evoluto rischia di perdere impatto strategico proprio nel momento in cui il business ne ha più bisogno.Dal 18 al 21 maggio 2026, a Lucca, si terrà InTouch26, la conferenza globale di CCH® Tagetik dedicata a chi vuole comprendere e governare questa nuova era. Quattro giorni per esplorare come tecnologia, competenze e community possano ridefinire il ruolo della funzione Finance.Interverrà:Giulia Messina, Partner PwC Italia, Finance Transformation nel panel "Innovating with Impact: HR Planning Solutions for Finance Leaders"PwC è sponsor dell'iniziativa.Per visualizzare l'agenda dettagliata clicca qui.
Il governo del Cyber Risk: dalla gestione della sicurezza della filiera alla resilienza operativa, con approcci concreti per la conformità NIS2
La crescente digitalizzazione del settore Energy & Utilities e le nuove sfide introdotte dalla Direttiva NIS2 richiedono un rafforzamento dei modelli di gestione del rischio cyber e della supply chain.Utilitalia, in collaborazione con PwC Italia, prosegue il ciclo di incontri territoriali per presentare approcci metodologici e soluzioni tecnologiche a supporto della conformità alla NIS2 e del miglioramento della postura di sicurezza.L'evento sarà articolato in due focus:Cyber Risk, con un’analisi delle principali minacce e degli obblighi di governance e monitoraggio continuo previsti dalla direttiva;Sicurezza delle Terze Parti, con particolare attenzione alla gestione dei rischi di Cybersecurity posti dalla supply chain e agli strumenti di monitoraggio end to end. Evento riservato alle aziende associate a Utilitalia.
Bergamo 2026 - Top 500
PwC Italia, con la collaborazione dell’Università degli studi di Bergamo, Confindustria Bergamo e Intesa Sanpaolo, organizza martedì 19 maggio alle ore 17.00 (inizio accrediti ore 16.30) presso l’Accademia Carrara di Bergamo, la settima edizione dell'evento di presentazione del rapporto Bergamo 2026 e le Top 500, l’appuntamento annuale che offre una lettura aggiornata del tessuto economico e sociale del territorio. "Imprese e Territorio: reimmaginare i modelli di business nell’era delle discontinuità… guardando alla Cina" sarà il focus dell’incontro: un momento di confronto sulle leve che le aziende bergamasche hanno per guidare il cambiamento e rafforzare la competitività del sistema imprenditoriale, abilitati dall'evoluzione dei modelli di business e dall'M&A.Interverrà il Prof. Avv. Giulio Tremonti, Presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, che offrirà una lettura delle trasformazioni geopolitiche in atto, evidenziando come la progressiva frammentazione dell’ordine globale e il crescente ruolo della Cina stiano ridefinendo catene del valore, equilibri commerciali e modelli di sviluppo, con rilevanti implicazioni per le imprese, chiamate a ripensare posizionamento e traiettorie di crescita.L’evento è riservato. Dato il numero limitato dei posti in sala, si prega di dare conferma della propria partecipazione.
Transfer Pricing: servizi infragruppo e operazioni di natura finanziaria. Aspetti pratici, metodologie e recenti orientamenti in sede di verifica
Le prestazioni di servizi infragruppo e le operazioni finanziarie intercompany sono tra le aree più rilevanti del Transfer Pricing. Definire policy chiare sui prezzi di trasferimento, disporre di una documentazione solida e garantire coerenza nell’implementazione quotidiana è oggi essenziale per gestire in modo consapevole il rischio fiscale nei gruppi multinazionali.Le esperienze di audit più recenti mostrano un’attenzione crescente dell’Amministrazione finanziaria su queste transazioni. Sempre più spesso vengono messe in discussione la qualificazione delle operazioni finanziarie e le prestazioni di servizi infragruppo, con richieste puntuali di dimostrazione dei servizi effettivamente resi, del loro valore per il beneficiario e della coerenza tra documentazione e sostanza economica, anche attraverso l’applicazione del benefit test.In questo contesto, le procedure amichevoli (MAP) stanno assumendo un ruolo sempre più concreto nella gestione delle contestazioni in ambito internazionale e nell’eliminazione delle doppie imposizioni.Mercoledì 27 maggio alle ore 15 Confindustria Udine organizza presso la propria sede l'evento 'Transfer Pricing: servizi infragruppo e operazioni di natura finanziaria. Aspetti pratici, metodologie e recenti orientamenti in sede di verifica'.Obiettivo dell'incontro sarà condividere indicazioni operative subito utilizzabili, con un approccio pragmatico che mette al centro gli aspetti applicativi e le strategie di mitigazione del rischio.Interverranno: Marta Goi, Partner PwC TaxAnna Cristofoli, Senior Manager PwC TaxL'evento si rivolge a CFO, Tax Manager, Responsabili Amministrativi di gruppi multinazionali. L'iniziativa è gratuita per gli associati di Confindustria Udine e per gli invitati di PwC.
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News e Pubblicazioni
Silver economy da 400 mld: l’Italia verso il 35% di over 65
Over 65 al 35% entro 2050: silver economy italiana da 400 mld euroL’Italia, secondo paese più longevo al mondo con un’aspettativa di vita di 83,7 anni, conta oggi 14 milioni persone con età superiore ai 65 anni, pari al 24,7% della popolazione. Entro il 2050, questa quota balzerà al 35%, trainando una silver economy da oltre 400 miliardi di euro annui di reddito spendibile e che vede gli over 65 detenere oltre il 50% della ricchezza netta nazionale e generare oltre il 35% dei consumi. Eppure, persiste un forte divario tra domanda emergente e offerta di servizi specializzati per anziani: telemedicina, assistenza domiciliare, long-term care e abitazioni age-friendly, solo per fare qualche esempio, restano sottosviluppati in Italia rispetto ad altri paesi europei.È il quadro emerso nel primo incontro “Longevity Talks – For a Long Lifefulness”, evento promosso da PwC Italia in collaborazione con MDConcierge tenutosi presso la Torre PwC di Milano. Un confronto multidisciplinare sui driver demografici, tecnologici ed economici che ridefiniscono la longevità con focus su sanità, silver economy, AI, prevenzione personalizzata, mondo farmaceutico, assicurazioni e lifelong care.Nel corso del suo intervento, Andrea Fortuna, Partner PwC Italia e Healthcare Pharmaceuticals & Life Sciences Leader, ha presentato i principali trend demografici del Paese e gli indicatori che confermano il forte divario tra Italia ed Europa nella diffusione di servizi “age-friendly”. E’ emerso che il tasso di adozione della telemedicina tra gli over-65 si ferma a circa il 10% in Italia, mentre è pari al 40% in Germania e al 34% in Francia. Il divario è marcato anche nell’utilizzo di strumenti digitali che è pari al 47% per gli over 65 italiani contro una media del 74% a livello UE. A livello abitativo, l’80% delle case italiane non risulta adeguato alle esigenze della popolazione anziana, evidenziando un potenziale di mercato annuo per interventi di ristrutturazione “age-friendly” pari a oltre 2 miliardi di euro. Anche nei servizi di home care emergono gap significativi: solo il 10% degli over 65 in Italia beneficia di cure domiciliari, rispetto a una media europea del 28%, mentre, per citare un esempio di servizio in Italia tutto da sviluppare, la diffusione dei servizi di consegna pasti per anziani si ferma all’1%, contro il 12% nel Regno Unito. Infine, in campo assicurativo, appena il 2% della popolazione in Italia ha sottoscritto una polizza privata Long Term Care per far fronte alla perdita di autosufficienza.Andrea Fortuna, Partner PwC Italia e Healthcare, Pharmaceuticals & Life Sciences Leader, ha spiegato: “In Italia, paese tra i più longevi al mondo, la popolazione over 65 passerà dal 24,7% attuale al 35% entro il 2050. Le imprese, non solo del settore della salute ma potenzialmente di numerosi altri comparti, devono saper cogliere il potenziale della silver economy. E questo non sarà un mercato di nicchia ma una riconfigurazione dell’intera economia focalizzata sulle crescenti esigenze di persone sempre più longeve. Solo così si trasformerà la sfida demografica in opportunità di crescita economica”.Durante la discussione i relatori hanno sottolineato come l’inverno demografico e l’allungamento della vita rendano sempre meno sostenibili approcci frammentati, portando al centro della discussione la necessità di valorizzare una vita più lunga, mantenendola attiva, sana e integrata nei processi economici e sociali.Alessandro Grandinetti, Partner PwC Italia, Clients and Markets Leader: “Con oggi inizia un percorso legato alla definizione di un ecosistema relativo al tema della longevità, formato da diversi settori: oltre alla sanità, la tecnologia, la farmaceutica e la nutraceutica, il wellness, le infrastrutture e il real estate dedicato. Tale ecosistema è il risultato dell'interpretazione tempestiva di un fenomeno ormai consolidato, fatto di calo demografico e allungamento della vita. L'obiettivo è progettare un nuovo comparto dell'economia che ha un valore potenziale molto rilevante, vista la situazione demografica dell'Italia: il tipico esempio di come trasformare un problema in una concreta opportunità”.
Donne e Moda: il Barometro 2026
Donne e Moda: il Barometro 2026
Moda italiana: 1 ruolo apicale su 3 alle donneNei CdA delle aziende associate a CNMI la presenza femminile è del 25,4%Le donne sono la metà degli occupati nel settore conciario e degli accessori, e quasi il 60% nel settore tessile e dell’abbigliamentoPMI artigiane: 3 CEO su 4 sono donneSono queste le principali evidenze dell’Osservatorio “Donne e Moda: il Barometro 2026”, promosso dall’Ufficio Studi di PwC Italia in collaborazione con “Il Foglio della Moda”.La ricerca, giunta alla 6°edizione, fotografa la presenza femminile e le mansioni ricoperte dalle donne lungo tutta la filiera del sistema moda, sia in termini quantitativi che qualitativi. Per realizzarla, PwC ha condotto un’analisi su più livelli coinvolgendo le principali associazioni di categoria:Le visure di 97 aziende associate alla Camera Nazionale della Moda Italiana evidenziano la partecipazione femminile negli organi societari (CdA, Collegi Sindacali, Procuratori);Gli ultimi dati disponibili di Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda mappano le mansioni della manodopera femminile nell’industria Tessile e Abbigliamento e nel settore Conciario e degli Accessori;Un’indagine su 105 piccole e medie imprese artigiane associate a CNA Federmoda e Confartigianato Imprese che rileva la presenza femminile nei comparti produttivi della filiera moda.Moda italiana: 1 ruolo apicale su 3 alle donneL’analisi delle visure di 97 aziende associate alla Camera Nazionale della Moda Italiana evidenzia una partecipazione femminile del 31,4% negli organi societari dei grandi marchi nel 2025 (+3,2 punti percentuali rispetto alla prima edizione del Barometro di sei anni fa).Le donne che hanno ricoperto posizioni apicali negli organi societari sono più giovani di oltre tre anni rispetto agli uomini nelle stesse posizioni. L’età media delle donne è infatti di 52 anni, rispetto ad una media di circa 56 anni per gli uomini.Guardando più in dettaglio alla composizione dei CdA, nel 2025 la presenza femminile ha raggiunto il 25,4%, crescendo di 4,1 punti percentuali dalla prima edizione del 2020. Nonostante ciò, dal 2023 la quota di donne nei CdA è lievemente decresciuta.Aumenta invece nel 2025 la presenza femminile nei Collegi Sindacali e tra i Procuratori, raggiungendo rispettivamente il 28,2% (+0,8 pp rispetto al 2024) e il 36,9% (+1,3 pp rispetto al 2024).L’occupazione femminile nel Tessile e Abbigliamento al 59,1%Secondo le rielaborazioni PwC sui dati raccolti da Confindustria Moda e Confindustria Moda Accessori sulle imprese della filiera, nel 2024 nei settori del Tessile e Abbigliamento presi complessivamente l’impiego di manodopera femminile è stato pari al 59,1% (contro il 59,3% del 2023). La media dell’industria manifatturiera mostra un’incidenza molto inferiore, pari al 29,0% nello stesso anno.Complessivamente nel settore Tessile e Abbigliamento, l’11% delle lavoratrici ha al massimo 29 anni, il 16,6% tra i 30-39 anni, il 27,6% tra i 40-49 anni, il 36,1% tra i 50-59 anni. L’8,7% ha oltre 60 anni.Donne nel TessileGuardando nel dettaglio al settore Tessile, nel 2024 le donne erano prevalentemente impiegate (59,3% del totale impiegati), seguite dalle operaie (45,5% del totale operai) e dalle apprendiste (48,9% del totale apprendisti). Le donne quadro rappresentano il 28% del totale, contro il 72% degli uomini, mentre nelle posizioni dirigenziali ammontano al 19,3% del totale, contro l’80,7% maschile.Abbigliamento: maggiore presenza femminileNell’Abbigliamento, nel 2024 le donne erano prevalentemente impiegate (73,6% del totale), seguite dalle apprendiste (71,1% del totale apprendisti) e dalle operaie (63,4% del totale). Le donne quadro raggiungono il 46,2% del totale, contro il 53,8% degli uomini, mentre nelle posizioni dirigenziali la quota femminile sale al 31,6% (contro il 68,4% maschile). Anche in questo segmento, la presenza femminile diminuisce nei quadri e nei ruoli dirigenziali.Nel settore conciario e degli accessori, la metà degli occupati è donnaNel settore conciario e degli accessori (calzaturiero, pelletteria, pellicceria, concia) si stima che il 50% degli occupati siano donne, pari a 72.564 addette. Di queste, l’8,4% ha un inquadramento contrattuale a tempo determinato, il 2,1% ricopre un ruolo esecutivo/dirigenziale, il 70,6% svolge mansioni operative e la restante parte si divide tra ruoli amministrativi e “altro”.PMI artigiane: 3 CEO su 4 sono donnePer completare la ricerca sull’occupazione femminile lungo l’intera filiera della moda, il Barometro 2026 di PwC include i risultati di un’indagine condotta su 105 piccole medie e imprese dell’artigianato italiano associate a CNA Federmoda e Confartigianato Imprese.L’80% delle aziende del campione ha una percentuale di lavoratrici donne pari o superiore al 60% (vs. 85% nel 2025, 77% nel 2024). Nell’ultimo anno nel 28% dei casi il campione intervistato ha visto aumentare la quota di donne dipendenti nella propria azienda, mentre nel 3% dei casi ha visto aumentare la quota di donne dirigenti. Guardando al futuro, il 24% delle imprese prevede un aumento di dipendenti donne nel prossimo anno, mentre il 9% prevede un aumento di dirigenti donne.Nelle imprese artigiane del settore della moda intervistate, 3 CEO su 4 sono donne (in lieve crescita rispetto al 2025 e in netta crescita rispetto al 2024). Secondo i rispondenti, le principali qualità che contraddistinguono le donne che occupano una posizione nel CdA sono le abilità organizzative (39%), le competenze tecniche (36%) e la visione strategica (33%).Le donne che ricoprono un ruolo dirigenziale lavorano principalmente nei dipartimenti di produzione (61%), amministrazione/contabilità (58%), design (42%) e vendite (32%). Inoltre, nel 72,5% dei casi le donne che partecipano al processo decisionale ricoprono più di un incarico di amministrazione, confermando i modelli di governance, per lo più di tipo familiare, delle PMI analizzate.Il 69% delle donne che ricoprono posizioni manageriali all’interno delle aziende nel settore moda ha più di 45 anni (in linea con i dati del 2025 e del 2024). Rispetto agli under 30: nessuna delle donne in posizioni manageriali ha meno di 30 anni, mentre tra gli uomini la percentuale è 6 volte più elevata.Welfare: parità salarialePer quasi la totalità degli intervistati (96%) non è presente una disparità salariale tra uomini e donne (un punto percentuale in più rispetto a 2024 e 2025). L’86% dei rispondenti dichiara che ci sono pari opportunità nei processi di selezione, dato in decrescita rispetto al 97% registrato nel 2025. Resta stabile, invece, rispetto all’anno scorso la quota di coloro che dichiarano parità di opportunità in termini di avanzamento di carriera (93%).Circa il 47% delle aziende artigiane ha dichiarato di non avere strumenti di welfare a sostegno della genitorialità. Tra chi dichiara di avere almeno uno strumento, la flessibilità oraria e di smart-working risulta lo strumento maggiormente diffuso (34%).In tema di diversity & inclusion: il 13% ha dichiarato di aver messo a punto una strategia DE&I all’interno della propria azienda e il 33% ha affermato di tenere conto di questi valori nella scelta di relazioni di business con clienti e fornitori.Erika Andreetta, Partner PwC Italia EMEA Luxury Community Leader, ha spiegato: “Questi dati raccontano una moda italiana fortemente al femminile nella manodopera e nelle PMI artigiane, dove tre CEO su quattro sono donne, ma ancora molto maschile nelle posizioni di vertice e nei CdA delle grandi aziende. Il 31,4% di presenza femminile negli organi societari è un segnale di progresso, ma resta un gender gap da superare, soprattutto nei ruoli dirigenziali e nelle fasce manageriali più giovani. Le imprese ci dicono di garantire pari opportunità e parità salariale, ma gli strumenti di welfare e di diversity & inclusion restano deboli: è il passo successivo che il settore deve compiere per trasformare il talento femminile in leadership strutturale”.