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Digital money in the Digital age

Come stanno cambiando le regole del gioco nei sistemi di pagamento digitali? Il nostro nuovo report Digital money in the Digital age analizza come stablecoin, tokenized deposits e Digital Euro stiano ridefinendo l’architettura dei pagamenti, con impatti concreti su modelli di business, politiche pubbliche e dinamiche competitive.Il denaro digitale sta trasformando rapidamente il sistema finanziario globale, spinto dall’evoluzione tecnologica e dalla crescente domanda di strumenti di pagamento più efficienti. Tra i principali protagonisti emergono le stablecoin, che stanno registrando una forte crescita in termini di utilizzo e volumi, e le valute digitali delle banche centrali (CBDC), sviluppate per garantire stabilità e controllo pubblico.Queste innovazioni stanno favorendo una progressiva integrazione tra finanza tradizionale e digitale, dando origine a un ecosistema ibrido in cui convivono diversi tipi di moneta. Allo stesso tempo, aumentano le sfide legate alla regolamentazione, alla sicurezza informatica, alla tutela della privacy e alla stabilità del sistema finanziario.Le banche centrali stanno assumendo un ruolo centrale nel guidare questa transizione, anche per preservare la sovranità monetaria in un contesto sempre più competitivo a livello globale. In parallelo, attori privati e grandi piattaforme tecnologiche stanno contribuendo ad accelerare l’innovazione, ridefinendo il modo in cui il valore viene trasferito e gestito.La diffusione del denaro digitale ha anche implicazioni geopolitiche, poiché alcuni Paesi stanno utilizzando queste tecnologie per rafforzare la propria influenza economica internazionale.Il successo di questo nuovo paradigma dipenderà dalla capacità di bilanciare innovazione e controllo, costruendo fiducia tra utenti, istituzioni e mercati. Le scelte adottate oggi saranno determinanti per delineare il futuro dei pagamenti e dell’intero sistema finanziario globale.Scarica il report per saperne di più

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29ª Global CEO Survey - Consumer Markets Italia

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29ª Global CEO Survey - Consumer Markets Italia

La 29ª Global CEO Survey ha raccolto le risposte di 1.093 CEO del settore Consumer Markets (CM) nel mondo, di cui 39 in Italia. Il settore si trova oggi in un contesto caratterizzato da pressioni esogene, dalla polarizzazione delle minacce e da una crescente complessità competitiva.In questo scenario, i CEO italiani mostrano un atteggiamento più prudente rispetto ai colleghi internazionali: solo il 25% prevede una crescita del fatturato nei prossimi 12 mesi, a fronte di una fiducia globale leggermente più elevata. Questa cautela riflette sia fattori esterni sia fragilità interne.Dal punto di vista delle minacce, in Italia pesano soprattutto i dazi e l’instabilità macroeconomica, mentre a livello globale prevalgono i timori legati a conflitti geopolitici. A queste pressioni si aggiungono criticità interne rilevanti, tra cui emerge il tema della leadership, spesso percepita come non pienamente adeguata ad affrontare la complessità attuale, insieme alla difficoltà di gestire i costi del lavoro e alla lentezza della trasformazione tecnologica.Un limite importante è l’eccessiva focalizzazione sul breve termine: i CEO dedicano molto meno tempo a strategie di lungo periodo, riducendo così la capacità di innovare e prepararsi ai cambiamenti futuri. Questo si riflette anche su alcuni ostacoli operativi chiave:strutture organizzative poco efficienti;difficoltà nell’attrarre e trattenere talenti;processi burocratici complessi.Sul fronte dell’intelligenza artificiale, le aziende italiane mostrano un forte interesse ma un livello di adozione ancora limitato. Il divario rispetto ai benchmark globali è legato soprattutto alla mancanza di competenze, a una governance non ancora strutturata e a infrastrutture tecnologiche non sempre adeguate. Ne emerge una distanza significativa tra ambizione e capacità di esecuzione.Anche la cosiddetta “reinvention”, ovvero l’espansione verso nuovi settori e modelli di business, è ancora in fase iniziale in Italia. Tuttavia, cresce l’importanza delle operazioni di M&A, considerate una leva strategica per acquisire competenze, colmare gap tecnologici e accelerare la crescita.Nel complesso, il settore Consumer Markets italiano appare ricco di potenziale ma frenato da limiti strutturali. Per ridurre il divario con il contesto internazionale sarà fondamentale rafforzare la leadership, investire in tecnologia e competenze, semplificare i processi e adottare una visione più orientata al lungo periodo.Per saperne di più visita la pagina dedicata

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Dal civile alla difesa: Un nuovo approccio per filiere civili e infrastrutture critiche

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