Luigi Maggioni di ThyssenKrupp Elevator Italia

Direttore Generale - ThyssenKrupp Elevator Italia

Dottorato di Ricerca in Economia Aziendale presso l’Università Federico II di Napoli, dopo l’esperienza PwC prima nel team Audit di Napoli e poi nel TS di Roma approdi a Madrid in ThyssenKrupp Elevator (oggi TK Elevator) nel 2007 come responsabile delle acquisizioni per il Sud Europa, Africa e Medio Oriente. Come ti ha aiutato nella tua carriera e cosa ha significato per te lavorare in una società di consulenza?


È stato un periodo davvero intenso che però ha contribuito a farmi diventare il manager che sono oggi. Iniziare a muovere i primi passi in una società di consulenza è una modalità di approccio al mondo del lavoro che consiglio soprattutto ai giovani. Un consulente manageriale competente deve avere hard skills che lo qualificano come professionista: titolo di studi adeguato all’attività manageriale ed esperienze professionali mirate. Però a fare la differenza sono quasi sempre le soft skills. Il primo compito del consulente è quello di risolvere i problemi dei clienti, ciascuno dei quali ha necessità diverse e che si prestano a molteplici soluzioni diversificate. Diventano quindi fondamentali per affrontare adeguatamente la varietà che si deve gestire la flessibilità, l’attitudine all’analisi e la capacità di sintesi, così come la competenza, l’esperienza, l’intuito e – perché no? - anche un pizzico di creatività.

Il consulente deve sapere comunicare, ascoltare attivamente e avere sempre un atteggiamento positivo e propositivo al fine di facilitare la collaborazione e aumentare efficienza e produttività.

Un’altra caratteristica essenziale è certamente la capacità di gestire il proprio tempo e portare a termine le attività programmate per la riuscita del progetto e la soddisfazione del cliente. Il Time Management è da considerarsi non solo a breve termine, come le attività della giornata, ma anche a lungo termine per progetti che richiedono mesi per essere completati e step intermedi per raggiungere l’obiettivo.

Mi preme infine ricordare che un consulente non lavora mai da solo. Sia che si tratti di colleghi che di clienti, è importante saper lavorare in team e collaborare con persone di ruoli e discipline diverse. Gli obiettivi si raggiungono sempre insieme perchè Together is better! Ecco, queste sono esattamente le competenze che ho acquisito in PWC e che mi hanno permesso di poter continuare a crescere in settori diversi.


Ci racconti uno dei tuoi successi: dalla sfida alle difficoltà, dal momento in cui ha temuto di non farcela al raggiungimento dell’obiettivo.


Dopo 5 anni alla guida dell’Italia, il 1° settembre 2018, sono stato nominato CEO di una Region formata da 9 Paesi (UK, Irlanda, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Norvegia, Svezia, Danimarca e Italia) culturalmente, economicamente e socialmente molto diversi tra di loro. Una sfida importante rappresentata principalmente dalla mancanza di una cultura aziendale condivisa, intesa come insieme di valori, atteggiamenti e comportamenti, che rappresentano i pilastri fondamentali per costruire il successo. Riconoscere valori forti su cui fondare una nuova leadership che li traducesse in qualcosa di pratico e in cui tutti i dipendenti si sentissero rappresentati, creare sinergie, massimizzare le risorse e ottimizzare i costi, valorizzare le diversità per dare vita ad un Team unito e solido, con una mission chiara, è stata certamente la sfida principale. Sfida a cui ho dedicato massima energia, incessante dedizione e sincera passione.

Si è trattato di un cambiamento profondo, reso ancora più difficile a causa delle contestuali esigenze di business; ciascun Paese stava attraversando una fase particolare della propria crescita e gli obiettivi erano diversi e molteplici: chiudere un processo di turnaround, aumentare la presenza sul mercato, completare importanti operazioni di M&A, armonizzare la molteplicità di ERP systems. Riuscire a gestire tanti progetti così variegati, senza contare il new normal dettato dall’avvento del Covid, ha comportato non poche difficoltà. È grazie ad un eccezionale lavoro di team che ho potuto trasformare situazioni critiche in trend positivi, integrando le reciproche differenze e sfruttando gli specifici punti di forza per creare valore.

È importante riconoscere che un viaggio di questa portata implica uno sforzo pluriennale. Bisogna testare, guidare, valutare, regolare e alla fine, arrivare a un quadro culturale che è definitivo, ma in continua evoluzione.


Come TK Elevator affronta le sfide che sono attualmente oggetto di dibattito quali sostenibilità, inclusione nella forza lavoro e digitalizzazione? 


TK Elevator è un Gruppo leader a livello internazionale che ha assunto la responsabilità di agire su diversi fronti, per garantire un ambiente in cui le generazioni future vogliano lavorare, caratterizzato da politiche inclusive, sviluppo responsabile ed eticamente sostenibile. In TKE abbiamo abbracciato questi obiettivi creando un ampio progetto di ESG – volto a trasformare l’azienda e il modo in cui opera in modo costante per i prossimi anni. Ad esempio, entro il 2025 miriamo ad aumentare la quota femminile nelle posizioni di leadership dal 20% al 30% promuovendo questa iniziativa su diversi fronti e cercando di sensibilizzare l’intero settore sulla gender equality – ma non solo. Entro il 2030, tutta l’energia che consumiamo sarà prodotta solamente da fonti rinnovabili fino ad arrivare alla neutralità climatica entro il 2050. Per questo motivo, siamo entrati a pieno titolo nella cerchia ristretta delle aziende in lista “A” secondo il CDP (Carbon Disclosure Project). Infine, prodotti e servizi innovativi - come ascensori e scale mobili ad alta efficienza energetica, la piattaforma digitale basata su cloud MAX o il sistema di ascensori TWIN salvaspazio - stanno contribuendo ad aumentare l'efficienza delle risorse e a ridurre le emissioni di CO2 per tutti i nostri clienti.


Cosa ti aspetti dalla Community Alumni e quale valore aggiunto pensi possa darti?


Il confronto con altri manager stimola sempre dibattiti interessanti. Poter condividere le proprie esperienze con altre realtà che stanno affrontando la stessa situazione congiunturale arricchisce e aiuta ad allargare il proprio punto di vista. È importante trasformare questa straordinaria ricchezza in opportunità per il futuro, in grado di ispirare e stimolare le energie e i talenti delle nuove generazioni.


Cosa senti di poter dare alla stessa? un pensiero che vuoi condividere con i lettori.


Mi sento in un qualche modo un testimone dei nostri tempi, con una considerevole expertise all’interno del mondo del lavoro. Forte della mia esperienza professionale a livello internazionale, sarei felice di mettermi a disposizione per favorire lo sviluppo di un network forte, dinamico e internazionale, che dia impulso alla nascita di relazioni professionali e personali.

Desidero lasciare ai lettori una riflessione in tema di leadership. Non esiste leadership che non sia ancorata ad una cultura aziendale in cui tutti i dipendenti si possano riconoscere. Credere negli stessi valori, avere unità di intenti, perseguire obiettivi comuni può davvero fare la differenza in termini di business. La costruzione dell’identità del team, che supera i confini nazionali e le barriere culturali, ha contribuito significativamente a sviluppare il nostro business in tutti i mercati, permettendoci di raggiungere grandi risultati. È un percorso impegnativo che richiede tempo, energie e risorse, ma che alla fine porta a risultati incredibili dal punto di vista di performance e crescita.

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