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Global Infrastructure Outlook 2025–50
Che ruolo avranno le infrastrutture nel ridisegnare l’economia globale dei prossimi 25 anni?Il PwC Global Infrastructure Outlook 2050 evidenzia come le infrastrutture saranno uno dei principali fattori in grado di ridisegnare l’economia globale nei prossimi 25 anni. La crescita demografica, la transizione energetica, la digitalizzazione e la necessità di rendere più resilienti i sistemi esistenti stanno aprendo un nuovo ciclo di sviluppo infrastrutturale, destinato a trasformare profondamente società ed economie.Entro il 2050 saranno necessari oltre 150.000 miliardi di dollari di investimenti, con una spesa annua globale che passerà dagli attuali 4.400 a 6.900 miliardi di dollari. Una dinamica che riflette l’urgenza di modernizzare asset strategici e di costruire nuove reti in grado di sostenere domanda, produttività e sicurezza.Trasporti, energia e infrastrutture digitali rappresenteranno circa la metà degli investimenti mondiali. La mobilità richiederà interventi significativi sia nei mercati emergenti, dove la priorità è costruire nuove opere, sia nelle economie mature, impegnate in un profondo processo di rinnovo. Il settore energetico sarà trainato dall’elettrificazione e dal potenziamento delle reti, mentre il digitale vivrà una crescita particolarmente intensa: gli investimenti in data center raddoppieranno in tre anni, raggiungendo 252 miliardi di dollari nel 2027, spinti dall’intelligenza artificiale e dalla crescente domanda di capacità di calcolo.Lo sviluppo sarà tuttavia eterogeneo. I Paesi emergenti continueranno a espandere le proprie infrastrutture per sostenere urbanizzazione e crescita economica, mentre Europa e Nord America si concentreranno sulla modernizzazione dell’esistente, con un’attenzione crescente a resilienza climatica, sicurezza energetica e difesa.In questo contesto, l’Italia si posiziona oggi al 4° posto in Europa per investimenti infrastrutturali, con circa 50 miliardi di dollari nel 2024. Le proiezioni di lungo periodo indicano però il rischio di una progressiva perdita di centralità, legata a vincoli fiscali, dinamiche demografiche e bassa crescita potenziale. Entro il 2050, trasporti, energia e difesa rappresenteranno circa il 70% della spesa nazionale.La nuova generazione di infrastrutture sarà caratterizzata da sistemi intelligenti, interconnessi e adattivi, capaci di anticipare la domanda, ottimizzare l’allocazione delle risorse e generare incrementi strutturali di produttività lungo tutta la catena economica. Come sottolinea Paolo Guglielminetti, Partner PwC Italia: “Ci troviamo a un punto di svolta: un nuovo ciclo di investimenti infrastrutturali, per ampiezza e profondità, diverso da tutti i precedenti. La prossima generazione di infrastrutture sarà intelligente, interconnessa e adattiva, capace di anticipare la domanda, allocare le risorse in modo dinamico e generare incrementi strutturali di produttività lungo tutti i settori dell'economia.”Per approfondire la lettura visita la pagina dedicata
Congiuntura Macroeconomica | Gennaio - Marzo 2026
La Congiuntura Macroeconomica di PwC fornisce una sintesi aggiornata ed informata sulla situazione economica dell’Italia tramite l’analisi dei principali indicatori macroeconomici. Contiene inoltre approfondimenti specifici su temi di attualità di potenziale impatto per il nostro Paese e le imprese.Alla fine di febbraio, l’inizio di una nuova serie di tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha determinato una revisione delle prospettive di crescita economica e delle dinamiche inflazionistiche a livello globale.I prezzi di petrolio e gas, infatti, hanno registrato dei rialzi significativi: a marzo, il prezzo medio del Brent è cresciuto del +43,9% rispetto alla media di febbraio, mentre il gas è aumentato del 49,6% circa. Se dovesse protrarsi a lungo, l’aumento dei prezzi dell’energia è destinato a tradursi in una forte accelerazione dell’inflazione. Non a caso, le proiezioni più recenti mostrano una revisione significativa al rialzo delle stime inflazionistiche rispetto alle valutazioni precedenti al conflitto.Negli Stati Uniti, l’inflazione nel 2026 è ora attesa attestarsi al +4,2%, con un incremento di +1,2 punti percentuali (p.p.) rispetto alle previsioni pre-conflitto. Nell’Area euro, l’inflazione prevista sale al +2,6% (+0,7 p.p.), mentre in Cina è attesa al +1,3% (+1,0 p.p.) e in India al +5,1% (+1,7 p.p.). Qualora tali dinamiche venissero confermate, l’aumento dei prezzi avrebbe inevitabili ripercussioni anche sulle prospettive di crescita economica.Scarica il report per saperne di più
Commercialità ai fini PEX e società operanti nel settore energetico: Risposta a Interpello n.97/2026
Con la Risposta n. 97/2026, l’Agenzia delle Entrate ha valutato se le tre società veicolo (“Società Beta”), attive nello sviluppo di sistemi di accumulo energetico BESS, possedessero il requisito della commercialità previsto dall’art. 87, comma 1, lett. d) del TUIR, necessario per applicare il regime di participation exemption (PEX) alla plusvalenza generata dalla loro cessione da parte della holding Alfa.Le Società Beta, costituite nel marzo 2024 e interamente partecipate da Alfa, avevano acquisito da Gamma, altra società del gruppo, tre progetti BESS in fase embrionale. Gamma aveva già svolto tutte le attività preliminari: studi, ricerca dei siti, autorizzazioni e richieste di connessione alla rete. Dopo l’acquisizione, le Beta sono subentrate nei progetti, con Gamma impegnata a supportarle fino al raggiungimento dello stato “Ready to Build”. Una volta ottenuto tale status, Alfa ha ceduto le partecipazioni realizzando una plusvalenza.L’Agenzia, pur richiamando il principio secondo cui nel settore energetico anche le attività di sviluppo e autorizzazione possono costituire esercizio d’impresa, ha concluso che nel caso concreto il requisito della commercialità non risulta soddisfatto. Le ragioni principali sono:Le Società Beta non dispongono di una struttura operativa idonea, neppure potenziale, a soddisfare la domanda del mercato in tempi ragionevoli;le attività preparatorie e di sviluppo sono state svolte quasi integralmente da Gamma e da una società terza incaricata tramite accordo quadro, mentre le Beta non hanno svolto attività operative significative in proprio;Non sono state fornite informazioni su finanziamenti e tempistiche di realizzazione degli impianti.L' Agenzia ribadisce che, sebbene nel settore energetico le attività di start‑up possano integrare l’esercizio dell’impresa, esse devono essere direttamente riconducibili alla società ceduta, che deve essere dotata di una struttura operativa almeno potenzialmente idonea ad avviare il processo produttivo. Poiché ciò non avviene nel caso delle Società Beta, la plusvalenza realizzata da Alfa non può beneficiare del regime PEX.Per saperne di più visita la pagina dedicata