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Direct Reporting - Provvedimento della Banca d'Italia 2016/02/16

Il Direct Reporting è il sistema di segnalazioni statistiche richiesto dalla Banca d’Italia alle imprese residenti per raccogliere informazioni economiche e finanziarie rilevanti ai fini delle analisi macroeconomiche, della politica monetaria e del monitoraggio della stabilità finanziaria, in coordinamento con la Banca Centrale Europea e il Sistema Europeo delle Banche Centrali. Come evidenziato dal report di PwC, le imprese soggette agli obblighi di segnalazione vengono individuate sulla base di specifici criteri, tra cui dimensione aziendale, fatturato, struttura societaria e livello di internazionalizzazione, e ricevono un profilo segnaletico che definisce contenuti e periodicità delle comunicazioni richieste.Gli aggiornamenti introdotti con l’edizione di dicembre 2025, applicabili a partire da marzo 2026, mirano a migliorare la qualità e il livello di dettaglio delle informazioni raccolte. In particolare, viene rafforzata la rilevazione delle transazioni relative ai servizi, con maggiore focus sulle operazioni infragruppo e su quelle connesse agli intangibili e alla proprietà intellettuale. Contestualmente viene recepita la nuova classificazione ATECO 2025 e vengono richiesti ulteriori dettagli sulle operazioni di ristrutturazione societaria. Tra gli adempimenti preliminari assume rilievo l’aggiornamento della rubrica delle partecipazioni, che deve essere allineata ai nuovi standard classificatori.Il sistema prevede diverse tipologie di segnalazioni, tra cui quelle relative agli eventi finanziari mensili, alle operazioni finanziarie mensili (come prestiti, depositi e strumenti derivati), alle consistenze finanziarie annuali verso controparti estere e alle transazioni trimestrali non finanziarie, incluse prestazioni di servizi e trasferimenti internazionali. La combinazione di tali rilevazioni determina i diversi profili di reporting assegnati alle imprese. In determinate situazioni, come nel caso di trasferimento della sede legale o fiscale all’estero, può emergere anche un obbligo di reporting multiplo verso più giurisdizioni.Come sottolineato nel report, l’evoluzione normativa e operativa degli ultimi anni ha reso il framework di Direct Reporting sempre più articolato, con conseguenti impatti organizzativi e operativi per le imprese, soprattutto quando le funzioni amministrative e finanziarie sono centralizzate al di fuori dell’Italia. Il mancato rispetto degli obblighi segnaletici o l’invio di dati incompleti o non corretti può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative e la pubblicazione dei relativi provvedimenti da parte della Banca d’Italia.Per saperne di più scarica il report

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Congiuntura Macroeconomica, lo studio di PwC

La Congiuntura Macroeconomica di PwC fornisce una sintesi aggiornata ed informata sulla situazione economica dell’Italia tramite l’analisi dei principali indicatori macroeconomici. Contiene inoltre approfondimenti specifici su temi di attualità di potenziale impatto per il nostro Paese e le imprese.Nel terzo trimestre del 2025, l’economia globale mostra una crescita moderata in un contesto ancora segnato da volatilità e tensioni commerciali. Dopo la spinta temporanea del front‑loading nella prima metà dell’anno, l’attività mondiale rallenta e la crescita prevista dal FMI si attesta al 3,2% nel 2025 ed è prevista al 3,1% nel 2026, con revisioni al ribasso per le economie avanzate a causa dell’inasprimento delle barriere commerciali.Negli Stati Uniti, il PIL cresce del 2,0% nel 2025 e si prevede un +2,1% nel 2026, sostenuto dall’OBBBA ma frenato dal mercato del lavoro stagnante, mentre l’inflazione scende al 2,4% ed è attesa all’1,8% nel 2026. In Cina, la crescita rallenta al 4,8% nel 2025, mentre è prevista al 4,2% nel 2026 per effetto dei dazi e della debolezza del settore immobiliare, nonostante il sostegno fiscale e la competitività derivante dalla svalutazione del cambio.Nell’Area euro, la crescita si rafforza all’1,2% nel 2025, in linea con le previsioni nel 2026 (+1,1%). Nel terzo trimestre si registra una ripresa della produzione industriale in Francia e Spagna, mentre persistono segnali di debolezza in Germania e Italia.L’inflazione nel 2025 si è attestata al 2,1% secondo la BCE, con prospettive di allentamento per i prossimi anni (1,7% nel 2026), mentre nel settore manifatturiero e dei servizi gli indici PMI indicano condizioni ancora deboli. Per saperne di più visita la pagina dedicata

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Le priorità dei CEO tra crescita e innovazione: l’intervento di Alessandro Grandinetti

Che cosa ci dicono i CEO sul futuro dell’economia e sull’impatto dell’intelligenza artificiale? Dal dibattito è emerso un messaggio chiaro e condiviso: cooperazione internazionale, crescita sostenibile, investimento nelle persone e innovazione non sono semplici slogan, ma vere e proprie coordinate strategiche entro cui si muoveranno le scelte delle imprese nei prossimi anni.In un contesto globale segnato da incertezza geopolitica, trasformazioni tecnologiche accelerate e nuove sfide competitive, l’AI si conferma un elemento centrale delle strategie di business, capace di ridefinire modelli organizzativi, processi produttivi e competenze. Tuttavia, l’adozione della tecnologia non può prescindere da una visione responsabile e inclusiva, che metta al centro il capitale umano e la capacità delle organizzazioni di accompagnare il cambiamento.Su questi temi è intervenuto Alessandro Grandinetti, Partner PwC Italia e Clients and Markets Leader, sottolineando come la vera sfida per le aziende non sia solo investire in nuove tecnologie, ma farlo in modo consapevole, integrando l’innovazione con la formazione delle persone e con una forte attenzione alla collaborazione tra imprese, istituzioni e mercati. Un approccio che emerge con forza dal confronto tra i leader internazionali e che delineerà le priorità economiche e industriali del prossimo futuro.Clicca qui per guardare l'intervento

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