Eccellenza e Innovazione: B2Cheese 2024 rivela il futuro del settore Lattiero-Caseario
Il 25 e 26 settembre 2024 torna B2Cheese alla Fiera di Bergamo, un evento internazionale dedicato al settore lattiero-caseario organizzato da Promoberg. Andrea Guerini di PwC Italia ha evidenziato l'importanza del settore per il Pil italiano, sottolineando il ruolo strategico dei formaggi nel Made in Italy.Tra gli appuntamenti più attesi del settore lattiero-caseario, il 25 e 26 settembre 2024 alla Fiera di Bergamo torna B2Cheese, il salone internazionale organizzato da Promoberg in collaborazione con l'Associazione The Cheese Valleys Le Tre Signorie e l'agenzia PG&W, riservato a buyer e operatori del settore. L'evento mette al centro i protagonisti di un'eccellenza del made in Italy, sia sulle tavole che nei dati economici, riunendo un intero settore che può affrontare la sfida dell’internazionalizzazione.Durante la presentazione del progetto B2Cheese 2024 a Milano City Life di PwC Italia, moderata da Alberto Gottardi, sono intervenuti Andrea Guerini Senior Manager PwC Italia, Paolo Zanetti di Assolatte, Giovanna Prandini di As.Co.Vi.Lo, Maria Cristina Crucitti, Armando Brusato, Davide Lenarduzzi di Promoberg e Francesco Maroni di Progetto FORME. Alessandro Beduschi, assessore regionale all'Agricoltura, ha concluso gli interventi sottolineando l’impegno di Regione Lombardia sul progetto B2Cheese.Andrea Guerini ha illustrato l'importanza della filiera lattiero-casearia per il Pil italiano, spiegando che "Il mercato lattiero-caseario italiano, e in particolare il segmento dei formaggi, rappresenta un comparto altamente strategico per il Made in Italy, di cui detiene il primato per fatturato complessivo nell’industria alimentare con 19 miliardi di euro, di cui il 68% (circa 13 miliardi di euro) grazie ai formaggi." Ha inoltre evidenziato che nel 2023 l'Italia, con una produzione di 1,2 milioni di tonnellate di formaggio, si è posizionata al terzo posto in Europa, dopo Germania e Francia. "L’Italia ha contribuito significativamente all’aumento della produzione europea, che si attesta oggi a +6% rispetto al 2018, e alla crescita dell’export dei prodotti sia intra-EU che extra-EU (31,3 miliardi di euro nel 2023)."Guerini ha sottolineato che "La trasformazione agroalimentare e l’innovazione tecnologica nel settore, inoltre, impatteranno positivamente sull’intera filiera." La terza edizione di B2Cheese rappresenta un punto di riferimento nazionale e internazionale per incontrare i principali attori del mercato e delle istituzioni, insieme alle associazioni di categoria più rappresentative, per confrontarsi sulle strategie di collaborazione in grado di generare valore condiviso nel lungo periodo e valorizzare un approccio di filiera in una prospettiva più ampia di sviluppo sostenibile.L'area espositiva sarà accompagnata da un nutrito calendario di eventi collaterali, tra cui convegni, workshop, concorsi e matching con buyer, operatori e fornitori di servizi internazionali. Saranno presenti anche momenti informali, più ludici e relazionali, che favoriranno lo sviluppo di importanti relazioni tra le realtà espositrici e le filiere collegate. Da segnalare le collaborazioni consolidate di B2Cheese con Italian Trade Agency (ICE) per un importante programma di incoming buyer internazionale e con PwC Italia, che offre servizi professionali alle imprese mettendo a disposizione competenze e servizi dedicati per le aziende del settore.
Circolare n. 17 del 31 maggio 2024 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Chiarimenti operativi e qualificazione ai fini fiscali degli impianti di accumulo elettrochimico di energia elettrica connessi alla rete di trasmissione nazionale (“BESS” – “Battery Energy Storage System”)Il 31 maggio 2024, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato la Circolare n. 17/2024, che tratta degli impianti di accumulo elettrochimico di energia elettrica, noti come BESS (Battery Energy Storage System), connessi alla rete di trasmissione nazionale. L'obiettivo di questa circolare è chiarire gli aspetti fiscali riguardanti questi impianti, con un focus specifico sulla denuncia e sulla licenza di esercizio.La normativa di riferimento, delineata nell'art. 1 del D.L. n. 7 del 7 febbraio 2002 e modificata da successivi decreti, stabilisce che i BESS sono considerati opere di pubblica utilità, fondamentali per la sicurezza del sistema elettrico nazionale. In pratica, la circolare specifica che, indipendentemente dal processo di autorizzazione amministrativa, i BESS connessi alla rete di trasmissione nazionale sono considerati "officine elettriche" secondo l'art. 54, comma 1, del Testo Unico Accise (TUA). Questo comporta l'obbligo di pagare un diritto annuale di licenza, come previsto dall'art. 63, commi 3 e 4, del TUA.Gli operatori che gestiscono un BESS devono presentare una denuncia all'Ufficio delle Dogane competente, includendo la documentazione descrittiva dell'impianto e gli schemi unifilari. La circolare fa una distinzione importante tra due tipi di impianti ai fini fiscali:BESS combinato con impianti di produzione: In questo scenario, i sistemi ausiliari dell'impianto sono condivisi e l'energia per caricare gli accumulatori può essere prelevata sia dalla rete di trasmissione sia dagli apparati di produzione interna. In questi casi, la licenza di esercizio deve coprire sia l'officina di produzione sia quella di accumulo, e la potenza disponibile ai fini fiscali è la somma delle potenze degli apparati di produzione e di accumulazione presenti nell'impianto.BESS "stand-alone": Se l'impianto è costituito esclusivamente da apparati di accumulo, trasformazione e distribuzione, il diritto di licenza è di 77,47 euro, come specificato nell'art. 63, co. 3, lett. b) del TUA.Un ulteriore chiarimento fornito dalla circolare riguarda l'energia elettrica utilizzata per alimentare i sistemi ausiliari del BESS, come il condizionamento, l'illuminazione e i sistemi antincendio, che è esente da accisa secondo l'art. 52, comma 3, lettera a) del TUA.In sintesi, la Circolare n. 17/2024 fornisce linee guida dettagliate per la gestione fiscale dei BESS, garantendo che gli operatori comprendano i requisiti di denuncia e licenza, nonché le distinzioni tra diversi tipi di impianti e le relative implicazioni fiscali.Per approfondire la lettura visita la pagina dedicata
Trasformazione digitale del turismo: l'impatto dell'Intelligenza Artificiale e delle tecnologie innovative
Secondo PwC è il ramo dell’AI che sta guadagnando più rilevanza nel settore turistico, con un valore di mercato di 751,91 milioni di dollari nel 2023 e la previsione di una crescita destinata a raggiungere i 3,5 miliardi entro il 2032 (CAGR 18,94%)Il settore del turismo sta attraversando una trasformazione significativa grazie all'avanzamento tecnologico e all'implementazione di soluzioni digitali basate sull'intelligenza artificiale (AI). Secondo PwC, il mercato globale delle tecnologie di viaggio ha raggiunto i 10,1 miliardi di dollari nel 2023 e si prevede che raggiungerà i 14,1 miliardi entro il 2027, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) dell'8,39%. Questa crescita è alimentata dall'aumento delle prenotazioni online, dalle applicazioni mobili, dall'AI, dall'apprendimento automatico, dai big data e dalla blockchain, che insieme stanno ridefinendo le esperienze di viaggio.I principali trend tecnologici includono:Intelligenza Artificiale e Apprendimento Automatico (ML): Rivoluzionano le interazioni con chatbot intelligenti e tariffazione dinamica.Realtà Virtuale (VR) e Aumentata (AR): Offrono tour virtuali e arricchiscono l'esperienza di viaggio.Blockchain: Migliora la sicurezza e la trasparenza delle transazioni.Le dinamiche regionali mostrano che il Nord America guida il mercato delle tecnologie di viaggio, seguito dall'Europa e dall'Asia-Pacifico (APAC). L'Europa prevede una crescita significativa, trainata da infrastrutture avanzate e innovazioni sostenibili, mentre l'APAC è destinata a crescere grazie allo sviluppo tecnologico e all'espansione digitale.L'intelligenza artificiale generativa (GenAI) sta diventando rilevante nel settore, con chatbot che assistono i viaggiatori in tempo reale. Il mercato dei chatbot, stimato a 5,39 miliardi di dollari nel 2023, dovrebbe raggiungere i 42,3 miliardi entro il 2033 (CAGR del 23%).L'analisi predittiva, un'altra applicazione centrale dell'AI, aiuta a prevedere la domanda e ottimizzare le operazioni, migliorando l'efficienza e l'esperienza del cliente. Il mercato dell'analisi predittiva nel turismo, stimato a 11,87 miliardi di dollari nel 2023, dovrebbe raggiungere i 67,86 miliardi entro il 2032 (CAGR del 21,4%).Nel 2023, PwC Italia ha analizzato 27.557 conversazioni sui social network, identificando quattro tendenze chiave:Viaggi sostenibili: Trasporti ecologici e esperienze che valorizzano il territorio.Viaggi digitalizzati: Miglioramento dell'esperienza di viaggio end-to-end.Neverending tourism: Integrazione di esperienze fisiche e digitali.Viaggi off-peak: Viaggi in periodi meno affollati favoriti dal lavoro da remoto.Un'analisi dei tour operator italiani ha rivelato aree di miglioramento nella gestione delle visite guidate, degli alloggi e dei trasferimenti, con problematiche legate a comunicazione e assistenza.In conclusione, l'adozione di AI e tecnologie digitali offre opportunità significative per migliorare i servizi turistici, soddisfare meglio le esigenze dei viaggiatori e bilanciare innovazione e tradizione.
Decreto Agricoltura: stato dell’arte alla luce delle prime audizioni in Senato e in attesa della Legge di conversione
Nel 2023, l'Italia ha visto un aumento dell'energia rinnovabile, ma al di sotto degli obiettivi del PNIEC 2030. Il Decreto Agricoltura del 2024 ha imposto restrizioni sull'installazione di impianti fotovoltaici, richiedendo modifiche legislative per promuovere le energie rinnovabili.Nel 2023, l'Italia ha registrato un anno record per l'energia rinnovabile, con l'installazione di circa 5,7 GW di nuova capacità. Questo rappresenta un notevole passo avanti rispetto agli anni precedenti, quando le nuove installazioni sono state più modeste: 1,3 GW nel 2021 e 3,0 GW nel 2022. Nonostante questo progresso significativo, la quantità di capacità installata è ancora lontana dagli obiettivi di decarbonizzazione fissati nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) per il 2030, che prevedono un incremento annuale di circa 9 GW.Una delle principali ragioni di questo disallineamento è la difficoltà che i player di mercato incontrano nello sviluppo di impianti di grande taglia. Recentemente, il panorama degli ostacoli allo sviluppo di tali impianti si è arricchito con l'introduzione del Decreto Legge n. 63 del 15 maggio 2024, noto anche come "Decreto Agricoltura". Questo decreto impone limitazioni stringenti all'utilizzo del suolo agricolo per l'installazione di impianti fotovoltaici con moduli a terra. In particolare, l'articolo 5 del decreto stabilisce che tali impianti non possono più essere installati in aree precedentemente considerate idonee, come siti oggetto di bonifica, aree agricole vicino a zone industriali (Solar Belt) e aree non sottoposte a tutela paesaggistica.Il decreto prevede alcune eccezioni, tra cui interventi per la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili e progetti PNRR, nonché procedure autorizzative già avviate. L'iter di conversione del Decreto Agricoltura è iniziato il 16 maggio con il deposito del disegno di legge n. 1138 presso il Senato, attualmente in esame presso la IX Commissione permanente.Durante le audizioni parlamentari del 28 e 29 maggio, rappresentanti di associazioni di categoria come Elettricità Futura, Italia Solare, Alleanza per il Fotovoltaico e ANIE hanno espresso preoccupazioni riguardo alle restrizioni del decreto, temendo che possano compromettere gli obiettivi di decarbonizzazione europei e aumentare i costi dell'energia. Italia Solare ha criticato l'adozione del decreto-legge come una scorciatoia per introdurre divieti generalizzati in attesa del decreto ministeriale sulle aree idonee.Le associazioni hanno proposto di includere tra le deroghe al divieto la possibilità di installare impianti fotovoltaici a terra in aree agricole vicino a zone industriali, poiché queste aree sono di scarso pregio agricolo e adatte alla realizzazione di impianti. Hanno inoltre sottolineato che l'articolo 5 impatta significativamente il settore delle energie rinnovabili, impedendo l'installazione di circa l'80% delle nuove iniziative di fotovoltaico a terra, mettendo a rischio gli obiettivi di decarbonizzazione per il 2030 e 2050. È stato anche suggerito di garantire che la tecnologia agri-voltaica sia sempre consentita, in quanto compatibile con l'attività agricola.Infine, è stato ribadito che il fotovoltaico non sottrae terreno all'agricoltura e che i grandi impianti fotovoltaici sono essenziali per ridurre i costi dell'energia elettrica, diffondere contratti PPA per le imprese manifatturiere e raggiungere i target nazionali sulle rinnovabili.L'iter di conversione del Decreto Agricoltura è ancora agli inizi, con il termine per la presentazione dei primi emendamenti fissato per il 12 giugno e la conversione in legge prevista entro il 15 luglio. Resta da vedere se e come il legislatore accoglierà le preoccupazioni sollevate dagli attori del settore, con l'obiettivo comune di promuovere la produzione di energia rinnovabile e raggiungere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione per il 2030.Per approfondire la lettura visita la pagina dedicata
Task force PNRR le principali novità e opportunità di finanziamento
È online l’ultima newsletter realizzata dalla Task Force PNRR di PwC sulle principali novità e opportunità di finanziamento nazionali ed europee. Questo mese segnaliamo: TOP NEWS:Sviluppo Agrivoltaico:Pubblicate le Regole Operative GSE che disciplinano le procedure per l’accesso alle tariffe incentivanti sull’energia immessa in rete e ai contributi in conto capitale sui costi ammissibili.Le istanze di partecipazione potranno essere presentate su specifici canali del GSE a partire dal 4 giugno 2024 e fino al 2 settembre 2024.Mini contratti di sviluppo:Approvata in Consiglio dei Ministri l’introduzione di un nuovo strumento a sostegno di investimenti in tecnologie digitali e “deep tech”, tecnologie green e biotecnologie, produzione di medicinali critici e relativi componenti;Con una dotazione iniziale di 300 mln €, lo strumento sosterrà investimenti produttivi compresi tra 5 mln€ e 20 mln € effettuati da imprese di ogni dimensione localizzate nel Mezzogiorno.TOP ULTERIORI BANDICEF AFIF:Ancora aperto il bando CEF AFIF che prevede diverse opportunità di finanziamento per progetti che intendano realizzare infrastrutture per i combustibili alternativi per il trasporto stradale, marittimo e aereo.Il bando del valore di 1 mld € e scadrà il 17 dicembre 2025, con scadenze intermedie fissate al 24 settembre 2024 e al 11 giugno 2025.Per rimanere sempre aggiornato visita la pagina dedicata
PwC diventa il principale cliente e rivenditore di ChatGPT Enterprise di OpenAI.
PwC diventerà il principale cliente e primo rivenditore del prodotto aziendale di OpenAI, una startup di intelligenza artificiale, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.L'accordo prevede che PwC utilizzi ChatGPT Enterprise, una versione del chatbot di OpenAI supportata da Microsoft, progettata per grandi aziende. PwC fornirà ChatGPT Enterprise a oltre 100.000 dipendenti: 75.000 negli Stati Uniti e 26.000 nel Regno Unito.«L'accordo con OpenAI fa parte del miliardo di dollari che PwC ha annunciato lo scorso anno di voler investire nella tecnologia di intelligenza artificiale generativa», ha dichiarato un portavoce.Questo investimento di un miliardo di dollari in tre anni punta a rafforzare l'uso dell'AI nelle principali aziende di consulenza e mira a creare nuovi accordi con le aziende tecnologiche, per offrire ai clienti strumenti avanzati e all’avanguardia.PwC negli Stati Uniti e nel Regno Unito venderà direttamente ai propri clienti i prodotti di OpenAI, diventando il primo rivenditore del prodotto ChatGPT Enterprise per uso aziendale.«L'accordo renderà anche PwC il più grande utilizzatore di questo innovativo strumento di intelligenza artificiale per il business», ha affermato Joe Atkinson, vicepresidente di PwC US.PwC vede l'uso di ChatGPT Enterprise come un modo per testare e applicare la tecnologia internamente prima di formare i clienti sull’uso nelle loro società. Il 95% della forza lavoro di PwC negli Stati Uniti ha già dedicato oltre 360.000 ore ad attività e formazione sull'intelligenza artificiale generativa.PwC ha anche sviluppato un proprio chatbot, ChatPwC, basato sul modello GPT-4 di OpenAI, utilizzato da oltre 100.000 dipendenti in tutto il mondo. I dipendenti che utilizzano ChatPwC hanno riportato un aumento della produttività dal 20% al 40%. Entrambi i chatbot, ChatGPT Enterprise e ChatPwC, saranno disponibili per i dipendenti, anche se molti inizieranno ad usare ChatGPT Enterprise man mano che verrà implementato.Per OpenAI, la collaborazione con PwC rappresenta uno dei primi sforzi per vendere le proprie tecnologie alle aziende tramite un partner diverso da Microsoft, il principale finanziatore.«Dall'introduzione pubblica di ChatGPT nel 2022, OpenAI ha incrementato le vendite aziendali, con una crescente attenzione verso il mercato enterprise a causa della forte domanda», ha dichiarato Brad Lightcap, chief operating officer di OpenAI.PwC ha già riscontrato un maggior impiego dell'intelligenza artificiale tra le aziende dei servizi finanziari, del settore sanitario e in settori che dipendono fortemente dal servizio clienti. PwC è attivamente coinvolta nell'AI generativa con 950 dei suoi 1.000 principali clienti di consulenza negli Stati Uniti.PwC collabora anche con altri fornitori tecnologici come Microsoft, Amazon e Google, che hanno le loro piattaforme di intelligenza artificiale generativa. La società offrirà «consulenza obiettiva» ai clienti su quali soluzioni di intelligenza artificiale utilizzare.«Implementando ChatGPT internamente, il nostro obiettivo è di risparmiare ai clienti qualsiasi difficoltà che potremmo incontrare», ha concluso Atkinson.
Energy & Utilities – Rassegna di aggiornamento sui principali temi normativi e regolatori
Il DL Agricoltura vieta il fotovoltaico a terra in aree agricole con alcune eccezioni. Il MASE ha approvato un decreto per la capacità energetica e incentivi agrivoltaici. L'Emilia-Romagna ha nuovi criteri per il fotovoltaico agricolo. Terna e Lazio collaborano sulle infrastrutture elettriche.Il 16 maggio è iniziato al Senato l'iter di conversione del DL Agricoltura. Il governo ha presentato il disegno di legge 1138 per convertire il decreto, pubblicato come numero 63/2024 in Gazzetta Ufficiale. Una delle modifiche principali riguarda il divieto di installare impianti fotovoltaici a terra in aree agricole produttive, con eccezioni per siti già esistenti, cave dismesse, siti delle Ferrovie dello Stato, aeroporti, aree industriali e zone adiacenti alla rete autostradale. Sono previste deroghe per progetti di Comunità energetiche rinnovabili e interventi del PNRR.Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha approvato il decreto ministeriale n. 180 del 9 maggio 2024, che disciplina la remunerazione della capacità produttiva di energia elettrica, permettendo lo svolgimento di aste per il 2025-2028. Il decreto stabilisce un obiettivo di adeguatezza del sistema elettrico nazionale di 3 ore/anno di inadeguatezza e definisce il livello di 6 ore/anno come significativamente inadeguato. Terna dovrà informare periodicamente il MASE sullo stato di avanzamento della nuova capacità contrattualizzata e presentare un'analisi entro il 31 dicembre 2026 per l'eventuale sistema di remunerazione post 2028.Il 21 maggio sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE le raccomandazioni 1343/2024 e 1344/2024 sulla semplificazione delle autorizzazioni e le aste per i progetti FER. La Commissione Europea suggerisce procedure autorizzative più favorevoli, semplificate per le comunità energetiche, e criteri di selezione nelle aste oltre al prezzo, come qualità, capacità di realizzazione, sicurezza e benefici per le comunità locali.L'Emilia-Romagna ha approvato, con la delibera 693/2024, criteri per individuare aree con coltivazioni certificate e controllare la presenza di queste colture, limitando l'installazione di impianti fotovoltaici a terra solo nelle aree "solar belt" e rispettando un limite del 10% nelle altre aree agricole.Il 16 maggio il MASE ha pubblicato le regole operative per accedere agli incentivi per l'agrivoltaico, con contributi fino al 40% dei costi ammissibili e una tariffa incentivante per l'energia elettrica. Le domande potranno essere presentate dal 4 giugno al 2 settembre.Il MASE presenterà al Consiglio dei Ministri uno schema di decreto legislativo per riordinare le normative sulle autorizzazioni per impianti FER, semplificando le procedure per promuovere la diffusione delle energie rinnovabili.Il 17 maggio, Terna e la Regione Lazio hanno firmato un protocollo d'intesa per migliorare la programmazione e localizzazione di nuove infrastrutture elettriche, coinvolgendo amministrazioni locali e stakeholder per garantire una rete elettrica più efficiente e sostenibile.Per approfondire la lettura visita la pagina dedicata
Prima attuazione delle agevolazioni amministrative e fiscali previste per investimenti nelle Zone Logistiche Semplificate (“ZLS”)
La legge 27 dicembre 2017, n. 205, articolo 1, commi 61 e seguenti, prevede la possibilità di istituire Zone Logistiche Semplificate (ZLS) nelle aree portuali delle regioni più sviluppate, con l'obiettivo di favorire nuovi investimenti.In attuazione di questa normativa, è entrato in vigore il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 marzo 2024, n. 40, che istituisce le ZLS. Questo decreto stabilisce:Le modalità di istituzione delle ZLS, comprese le ZLS interregionali;La durata delle ZLS;I criteri per l'identificazione e delimitazione delle ZLS;Le misure organizzative e di funzionamento delle ZLS;Le misure di semplificazione applicabili alle ZLS.Le ZLS già istituite in Italia includono il Porto e Retroporto di Genova e il Porto di Venezia-Rodigino, ma non sono ancora pienamente operative. Proposte per nuove ZLS sono in attesa di approvazione per Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana, con un ulteriore studio per una ZLS nel Mar Ligure Orientale.Misure di Semplificazione AmministrativaLe semplificazioni amministrative mirano a facilitare le attività economiche nelle ZLS. Le principali misure includono:Autorizzazione Unica: Un processo semplificato che integra tutte le autorizzazioni necessarie per progetti economici nelle ZLS. Le domande di autorizzazione possono essere presentate allo sportello unico del lavoro regionale o al SUAP.Riduzione dei Tempi: Riduzione dei termini procedimentali fino a un terzo per varie autorizzazioni ambientali e edilizie, e alla metà per altri permessi e concessioni, con termini perentori.Benefici DoganaliNelle ZLS possono essere create zone franche doganali, che permettono il deposito e la lavorazione di merci senza pagare immediatamente i diritti doganali, facilitando ulteriormente le operazioni commerciali.Credito d'Imposta per Investimenti nelle ZLSIl credito d'imposta per gli investimenti nelle ZLS è concesso per acquisti di macchinari, impianti, attrezzature e immobili fino al 31 dicembre 2023. Le modalità di fruizione del credito sono specificate dall'Agenzia delle Entrate e il credito è utilizzabile in compensazione tramite modello F24.Il DL 7 maggio 2024, n. 60, estende per il 2024 il credito d'imposta anche alle nuove ZES Unica e alle ZLS per investimenti in beni strumentali, con un limite di spesa di 80 milioni di euro. Gli investimenti devono avere un valore minimo di 200 mila euro e massimo di 100 milioni di euro.Queste misure mirano a creare un ambiente favorevole per lo sviluppo delle imprese e l'attrazione di nuovi investimenti nelle ZLS, contribuendo così alla crescita economica delle regioni interessate.Per approfondire la lettura visita la pagina dedicata
Linee guida per la digitalizzazione del risparmio gestito in Italia
Assogestioni ha sviluppato le "Linee Guida sui Fondi Italiani Digitali" con PwC Italia e il Politecnico di Milano per promuovere l'innovazione nel risparmio gestito. Trasmesse alle autorità, mirano a creare standard per l'adozione delle tecnologie digitali, garantendo sicurezza ed efficienza nel settore.Assogestioni, l'associazione italiana per il risparmio gestito, ha intrapreso un ambizioso percorso per definire standard condivisi e promuovere l'innovazione nell'industria del risparmio gestito attraverso la digitalizzazione. Questo impegno ha portato alla creazione delle "Linee Guida sui Fondi Italiani Digitali", un documento fondamentale che stabilisce i principi e le direttive per l'adozione delle tecnologie decentralizzate nel settore.Il progetto è stato avviato più di due anni fa e ha coinvolto una collaborazione strategica con PwC Italia e l'Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano. L'obiettivo principale di queste linee guida è quello di fornire un punto di riferimento chiaro e condiviso per l'implementazione delle tecnologie digitali nell'industria del risparmio gestito.Una delle principali ambizioni di Assogestioni è quella di posizionare l'industria italiana del risparmio gestito come leader nella trasformazione digitale del settore finanziario, fungendo da promotore di innovazione e di valore per i risparmiatori. Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni, ha sottolineato l'importanza di queste linee guida nel contribuire a creare un ambiente favorevole alla digitalizzazione e all'adozione di tecnologie innovative nel settore.Le Linee Guida sono state trasmesse alle autorità competenti, tra cui il Ministero dell'Economia e delle Finanze, la Banca d'Italia e la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob), con l'obiettivo di influenzare il dibattito normativo e favorire l'adozione di politiche volte a sostenere la trasformazione digitale dell'industria del risparmio gestito.Il processo di sviluppo delle linee guida ha visto una stretta collaborazione con Milano Hub, il centro di innovazione istituito dalla Banca d'Italia per sostenere l'evoluzione digitale del mercato finanziario. Questa partnership ha consentito di approfondire due aree chiave di applicazione delle tecnologie decentralizzate: la tokenizzazione delle quote di fondi e l'investimento dei Fondi in Attività digitali.Le Linee Guida si articolano in quattordici punti e sono strutturate in quattro parti principali, ognuna delle quali fornisce linee guida specifiche per l'operatività dei Fondi Italiani Digitali, Cripto e DLT (Distributed Ledger Technology). Particolare attenzione è stata dedicata alla definizione delle modalità di svolgimento del ruolo del depositario, specialmente nel contesto dei Fondi Italiani Cripto, al fine di coordinare la normativa di settore con le nuove regolamentazioni sui registri distribuiti.Roberta D’Apice, direttrice affari legali e regolamentari di Assogestioni, ha sottolineato che le Linee Guida mirano a fornire un quadro chiaro e coerente per l'operatività dei fondi digitali, contribuendo così a garantire la sicurezza e l'efficienza del settore.Gli allegati alle Linee Guida offrono un ulteriore livello di dettaglio e approfondimento, fornendo uno spazio di lavoro fondamentale per lo sviluppo di un ecosistema digitale robusto e sicuro. Questi allegati consentono di esplorare in modo più approfondito concetti e temi cruciali per la trasformazione digitale del settore del risparmio gestito.Marco Giorgino, direttore scientifico dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, fa notare: “In questa prospettiva vanno le indicazioni fornite sulle funzioni che ciascuna delle entità coinvolte nell’operatività dei Fondi Italiani Digitali potrà svolgere all’interno della DLT e, soprattutto, sulle operazioni che possono essere codificate su uno o più smart contract”. Osserva infine Mauro Panebianco, partner di PwC Italia: “Nella medesima prospettiva si pongono inoltre le considerazioni svolte sulle modalità di regolamento on-chain delle operazioni dei Fondi Italiani Digitali, anche mediante la descrizione di due processi di sottoscrizione e rimborso di quote digitali di fondi italiani aperti, distinti a seconda dell’asset di regolamento utilizzato”.In conclusione, le Linee Guida sui Fondi Italiani Digitali rappresentano un importante passo avanti nell'ambito della digitalizzazione del risparmio gestito in Italia. Attraverso la collaborazione con importanti attori del settore e l'adozione di approcci innovativi, Assogestioni si propone di guidare l'industria verso un futuro digitale, sostenibile e all'avanguardia.