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USA – Sentenza IEEPA: implicazioni operative, sviluppi recenti e priorità per le Imprese Italiane

La Corte Suprema USA ha stabilito che l’IEEPA non è una base giuridica valida per imporre dazi, riaffermando che il potere tariffario spetta al Congresso. Di conseguenza, i dazi introdotti esclusivamente su tale base (inclusi i “reciprocal tariffs”) presentano un rischio giuridico strutturale. La decisione non riguarda invece le misure adottate ai sensi della Section 232 o della Section 301.


Sugli effetti retroattivi la Corte non si è espressa: non sono previsti rimborsi automatici e le eventuali richieste, in capo all’importer of record, si prospettano lunghe e complesse. Il fattore tempo sarà cruciale per limitare il rischio di “value leakage”.


L’Amministrazione USA ha reagito introducendo un dazio temporaneo del 10% per 150 giorni ai sensi della Section 122 (con possibile aumento al 15%), chiudendo formalmente le misure IEEPA ma spostando il rischio su nuove basi giuridiche. Il nuovo dazio ha un perimetro ampio ma con esclusioni rilevanti (tra cui energia, alcune materie prime, farmaci, specifiche categorie elettroniche e beni già soggetti a Section 232, oltre ai prodotti USMCA-compliant).


Nel complesso, il rischio tariffario non viene eliminato ma cambia natura: meno misure generalizzate d’emergenza e più interventi mirati e settoriali.


Per i gruppi italiani attivi negli USA le priorità sono:

  • valutare l’esposizione alle importazioni interessate;
  • definire una strategia sui potenziali rimborsi;
  • analizzare impatti economici, contrattuali e fiscali;
  • monitorare l’evoluzione normativa (Section 122, 232, 301);
  • coordinare funzioni doganali, legali, fiscali e supply chain.


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