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Una nuova agenda per la salute - Territorio, innovazione e collaborazione

Il sistema sanitario italiano si trova ad affrontare sfide sempre più complesse, legate soprattutto all’invecchiamento della popolazione, alla diffusione delle patologie croniche e all’evoluzione tecnologica. Questi cambiamenti rendono necessario ripensare l’organizzazione dei servizi sanitari, rafforzare l’assistenza sul territorio e promuovere una maggiore collaborazione tra istituzioni e imprese.

Il rapporto Una nuova agenda per la salute. Territorio, innovazione e collaborazione, promosso dalla Fondazione PwC Italia ETS, analizza le principali sfide del settore e individua le opportunità per costruire un sistema sanitario più integrato, innovativo e sostenibile. Attraverso dati, interviste e contributi delle aziende aderenti al Club Santé Italie, il documento approfondisce tre ambiti prioritari: il rafforzamento della sanità territoriale, l’innovazione e la collaborazione tra pubblico e privato.


Una domanda di salute in evoluzione

L’evoluzione demografica rappresenta uno dei principali fattori di pressione sul sistema sanitario. L’aumento della popolazione anziana, accompagnato da una maggiore incidenza delle cronicità e della non autosufficienza, determina bisogni assistenziali più complessi e prolungati nel tempo.

Secondo i dati Istat riportati nel documento, la quota di popolazione italiana con almeno 65 anni, pari al 16,9% nel 1996, raggiunge il 25,1% nel 2026 e potrebbe arrivare al 34,6% nel 2050. Parallelamente, tra il 2009 e il 2024, la percentuale di persone con almeno una patologia cronica è passata dal 38,8% al 41,5%.

Queste dinamiche rendono necessario superare un approccio prevalentemente orientato alla singola prestazione, promuovendo una presa in carico continuativa della persona. Prevenzione, diagnosi, trattamento, monitoraggio e follow-up devono essere integrati in percorsi capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini nelle diverse fasi della vita.

Particolare attenzione richiede la popolazione anziana non autosufficiente. La copertura offerta dai servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari rimane inferiore al 40% di questa fascia di popolazione, evidenziando la necessità di rafforzare l’offerta assistenziale e migliorare il coordinamento tra servizi sanitari e sociosanitari.


La sostenibilità del sistema sanitario

La crescente domanda di assistenza si inserisce in un contesto caratterizzato dalla necessità di garantire la sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale. L’invecchiamento della popolazione determina infatti un aumento del fabbisogno di cure, mentre la riduzione della popolazione in età lavorativa può restringere progressivamente la base contributiva.

In questo scenario, la disponibilità di risorse aggiuntive rappresenta un elemento importante, ma non sufficiente. La sostenibilità nel lungo periodo dipende anche dalla capacità di migliorare l’efficienza dei servizi, ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili e ripensare i modelli di erogazione dell’assistenza.

La prevenzione, la gestione proattiva delle patologie croniche e il rafforzamento dei servizi territoriali possono contribuire a rendere più appropriata la risposta ai bisogni di salute, favorendo la continuità assistenziale e una migliore allocazione delle risorse.


Il territorio come fulcro dell’assistenza

Il rafforzamento della sanità territoriale costituisce una delle priorità strategiche individuate dal rapporto. Avvicinare i servizi ai cittadini significa sviluppare modelli assistenziali in grado di intercettare precocemente i bisogni, accompagnare le persone lungo il percorso di cura e ridurre la frammentazione tra i diversi livelli di assistenza.

La sanità territoriale deve operare come una rete integrata, nella quale medicina generale, servizi specialistici, assistenza domiciliare, strutture residenziali e servizi sociali collaborino in modo coordinato. L’obiettivo è garantire risposte più tempestive e appropriate, soprattutto alle persone anziane, fragili e affette da patologie croniche.

La diffusione di modelli organizzativi efficaci richiede un maggiore coordinamento tra gli attori coinvolti e una più stretta integrazione tra le strutture e i servizi disponibili. È inoltre fondamentale promuovere una maggiore omogeneità nell’accesso e nella qualità dell’assistenza, valorizzando le esperienze territoriali e favorendo la diffusione delle pratiche più efficaci.


Innovazione e trasformazione digitale

L’innovazione rappresenta una leva trasversale per affrontare le sfide del sistema sanitario. Il suo valore non si esaurisce nell’introduzione di nuove tecnologie, ma risiede nella capacità di trasformare i processi, migliorare l’organizzazione dei servizi e favorire una gestione più integrata dei percorsi assistenziali.

La digitalizzazione può contribuire a rafforzare la prevenzione, agevolare la condivisione delle informazioni, supportare il monitoraggio dei pazienti e migliorare la continuità delle cure. L’intelligenza artificiale e gli strumenti digitali possono inoltre offrire nuove opportunità per supportare i professionisti sanitari e rendere più efficienti le attività operative.

Per tradurre queste potenzialità in risultati concreti è tuttavia necessario intervenire anche su governance, competenze e processi organizzativi. L’adozione delle tecnologie deve essere accompagnata da modelli decisionali chiari, adeguate competenze specialistiche e una visione integrata degli obiettivi di trasformazione.

L’innovazione richiede quindi un approccio sistemico, capace di connettere investimenti tecnologici, cambiamento organizzativo e sviluppo delle competenze, mantenendo al centro la qualità dei servizi e i bisogni dei cittadini.


La collaborazione tra pubblico e privato

La crescente complessità delle esigenze assistenziali rende sempre più rilevante la collaborazione tra istituzioni pubbliche, imprese e altri soggetti della filiera sanitaria. Le competenze e le risorse del settore privato possono contribuire allo sviluppo di nuovi modelli organizzativi, all’ampliamento della capacità di risposta del sistema e alla diffusione dell’innovazione.

Il rapporto sottolinea l’importanza di valorizzare il contributo degli operatori privati accreditati all’interno di una strategia complessiva orientata alla sostenibilità, alla qualità e all’accessibilità dei servizi. La collaborazione tra pubblico e privato non si configura come un’alternativa al carattere universalistico del Servizio Sanitario Nazionale, bensì come una possibile leva per rafforzarne la capacità di rispondere ai bisogni della popolazione.

Per generare valore, questa collaborazione deve basarsi su obiettivi condivisi, un chiaro orientamento ai risultati e un dialogo continuativo tra i diversi stakeholder. La messa a sistema delle competenze può favorire la sperimentazione di soluzioni innovative e la loro progressiva diffusione, contribuendo a superare la frammentazione dell’offerta.


Il contributo del Club Santé Italie

Il Club Santé Italie promuove il dialogo tra imprese, istituzioni e stakeholder del settore sanitario, favorendo la condivisione di esperienze e competenze e il rafforzamento della cooperazione tra Italia e Francia.

Nato dalla collaborazione tra l’Ambasciata di Francia in Italia, Business France e le principali aziende francesi attive nella filiera della salute, il Club rappresenta una piattaforma di confronto sulle trasformazioni del sistema sanitario e sulle opportunità di sviluppo di modelli più innovativi e sostenibili.

Le imprese aderenti costituiscono una componente significativa del tessuto economico nazionale, con oltre 13.000 dipendenti e un fatturato superiore a 10 miliardi di euro. Il loro contributo può sostenere la diffusione di buone pratiche, la sperimentazione di soluzioni organizzative e tecnologiche e lo sviluppo di nuove forme di collaborazione lungo la filiera.

Il confronto promosso dal Club consente inoltre di raccogliere prospettive complementari sulle priorità del settore, favorendo un dialogo costruttivo tra imprese e decisori pubblici.


Le priorità per il futuro

Dall’analisi emergono tre direttrici fondamentali per l’evoluzione del sistema sanitario italiano: rafforzare la sanità territoriale, accelerare l’innovazione e la trasformazione digitale e consolidare la collaborazione tra pubblico e privato.

Queste priorità sono strettamente interconnesse. Una rete territoriale più efficace necessita di processi integrati e strumenti digitali adeguati; l’innovazione richiede competenze, governance e collaborazione tra organizzazioni; la sostenibilità del sistema dipende dalla capacità di valorizzare in modo coordinato le risorse disponibili.

Per tradurre tali indirizzi in risultati concreti è necessario promuovere un approccio di lungo periodo, fondato sulla collaborazione tra gli attori, sulla diffusione delle esperienze più efficaci e su una maggiore integrazione tra assistenza sanitaria e sociosanitaria.


Verso un sistema sanitario più integrato e sostenibile

La trasformazione della sanità italiana richiede una visione condivisa, capace di coniugare sostenibilità economica, innovazione organizzativa e qualità dell’assistenza. Il rafforzamento del territorio, l’impiego strategico delle tecnologie e la valorizzazione delle sinergie tra pubblico e privato rappresentano elementi essenziali per rispondere all’evoluzione dei bisogni di salute.

In questo percorso, il dialogo tra imprese, istituzioni e stakeholder può contribuire a individuare soluzioni concrete e a favorire la diffusione di modelli assistenziali più efficaci.

La sfida consiste nel passare da un sistema prevalentemente orientato alla risposta episodica ai bisogni a un modello integrato, proattivo e centrato sulla persona. Un’evoluzione che richiede investimenti, competenze e collaborazione, con l’obiettivo di garantire nel tempo accessibilità, qualità e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.


Per saperne di più scarica il report

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