PwC Global & Italian M&A Trends in Energy, utilities and resources
Le previsioni del mercato M&A nei settori dell’energy, utilities and resources sono attese in progressivo miglioramento, sostenute dalla necessità di incrementare la taglia degli investimenti, dalla capacità di generare rapidamente cassa e dalla resilienza della filiera energetica.
Il mercato globale delle operazioni di M&A nei settori Energy, Utilities & Resources si avvia verso un 2026 segnato da un cambiamento strutturale. L’espansione dell’intelligenza artificiale e dei data center sta generando una domanda crescente di energia, acqua e materie prime, spingendo investitori e operatori a rivedere priorità, strategie e modelli di allocazione del capitale. Non si tratta di una normale fase espansiva, ma di una trasformazione profonda che ridefinisce il modo in cui gli asset vengono valutati, finanziati e scambiati lungo tutta la filiera EU&R.
In questo scenario, tre fattori guideranno l’attività di M&A: la necessità di aumentare la scala degli investimenti, la capacità di generare rapidamente cassa e la resilienza delle infrastrutture energetiche. Gli investitori tenderanno a privilegiare asset in grado di offrire nuova capacità produttiva in tempi brevi e flussi di cassa prevedibili, con un’attenzione crescente alla sicurezza delle catene di approvvigionamento e al bilanciamento tra decarbonizzazione e redditività. L’interesse si concentrerà su generazione elettrica, gas, biogas, GNL e bio‑GNL, infrastrutture di rete e materie prime essenziali.
Il capitale privato avrà un ruolo centrale: fondi di private equity e private debt, investitori sovrani e operatori industriali saranno chiamati a sostenere investimenti sia nella produzione e distribuzione di energia sia nelle infrastrutture digitali che abilitano l’AI. Si rafforzeranno modelli di co‑investimento che integrano capitale di lungo termine e competenze operative.
Il contesto geopolitico rimane però un elemento di forte incertezza. L’escalation del conflitto in Medio Oriente sta già portando molti investitori a rivedere priorità allocative e tempistiche di esecuzione. Se le tensioni dovessero protrarsi, è plausibile attendersi un rallentamento dell’attività M&A, legato all’aumento dei prezzi energetici, al ritorno di pressioni inflazionistiche e a condizioni di finanziamento più rigide. Nonostante ciò, gli asset EU&R potrebbero mostrare una resilienza superiore rispetto ad altri settori, grazie alla loro crescente strategicità per la sicurezza degli approvvigionamenti.
Come osserva Gianpaolo Chimenti, Partner Energy, Utilities & Resources Leader, Strategy& Italy, «Stiamo assistendo nei settori dell'energy, utilities and resources a un cambiamento strutturale, non semplicemente ciclico. L’Italia ha le condizioni per affermarsi come un hub europeo ad alto potenziale per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche e digitali dedicate all’erogazione dei servizi di AI, con l’M&A come leva fondamentale di implementazione».
A livello globale, nel 2025 il valore delle operazioni M&A nei settori EU&R ha raggiunto i 564 miliardi di dollari (+27% sul 2024), trainato da 20 megadeal superiori ai 5 miliardi. I settori più dinamici sono stati power & utilities e chemicals, mentre oil & gas ha registrato una contrazione sia nei volumi sia nel valore. Le Americhe si confermano l’area più attiva, con il 62% del valore totale delle operazioni.
Come sottolinea Luca Colombo, Partner Energy, Utilities & Resources Leader, «La traiettoria resta fortemente esposta all’evoluzione del contesto geopolitico, ma i settori energy, utilities and resources potrebbero mostrare una maggiore resilienza, sostenuti dalla crescente strategicità delle infrastrutture critiche per la sicurezza degli approvvigionamenti».
In Italia, il 2025 ha confermato la vivacità del settore power & utilities, che rappresenta il 58% delle operazioni EU&R. La frammentazione del mercato continua a favorire processi di consolidamento, come dimostrano l’integrazione degli asset di EF Solare da parte di Sorgenia o l’acquisizione di 117 impianti fotovoltaici da parte di Ardian Clean Energy Evergreen Fund. Cresce anche l’interesse per biometano e GNL, con operazioni rilevanti come l’acquisizione di Agriferr da parte di Kuwait Petroleum Italia e l’aumento della partecipazione di SNAM in OLT Offshore LNG Toscana.
Nel 2026, l’attività M&A in Italia dovrebbe concentrarsi su secondary trading, riequilibrio dei portafogli e acquisizioni mirate in ambiti come biometano, rinnovabili, sistemi di accumulo, vendita di energia ed efficienza energetica. La proroga degli incentivi per il biometano e la definizione del quadro regolatorio FER X e MACSE contribuiranno a sbloccare nuovi progetti e a ridurre il rischio di execution.
Il segmento della vendita di energia sta vivendo una trasformazione profonda, accelerata dall’ingresso di operatori provenienti da settori adiacenti e dall’evoluzione verso modelli multi‑servizio. In questo contesto, l’M&A diventa una leva essenziale per acquisire capability complementari, aumentare la scala e competere in un mercato sempre più integrato.
Come evidenzia Ferruccio Maria Sapignoli, Partner M&A Energy, Utilities & Resources Specialist, «È ragionevole attendersi che questo scenario acceleri il consolidamento del segmento, spingendo gli operatori piccoli e medi a valutare aggregazioni o cessioni come leva per garantire continuità e competitività in un mercato che premia sempre più dimensione, integrazione e resilienza della filiera».
Nel complesso, il 2026 si profila come un anno di ulteriore crescita per l’M&A nei settori EU&R, sostenuto da una domanda energetica in forte aumento e da asset infrastrutturali sempre più strategici, pur in un contesto geopolitico che richiederà prudenza, selettività e capacità di adattamento.
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