Donne e Moda: il Barometro 2026
- Moda italiana: 1 ruolo apicale su 3 alle donne
- Nei CdA delle aziende associate a CNMI la presenza femminile è del 25,4%
- Le donne sono la metà degli occupati nel settore conciario e degli accessori, e quasi il 60% nel settore tessile e dell’abbigliamento
- PMI artigiane: 3 CEO su 4 sono donne
Sono queste le principali evidenze dell’Osservatorio “Donne e Moda: il Barometro 2026”, promosso dall’Ufficio Studi di PwC Italia in collaborazione con “Il Foglio della Moda”.
La ricerca, giunta alla 6°edizione, fotografa la presenza femminile e le mansioni ricoperte dalle donne lungo tutta la filiera del sistema moda, sia in termini quantitativi che qualitativi. Per realizzarla, PwC ha condotto un’analisi su più livelli coinvolgendo le principali associazioni di categoria:
- Le visure di 97 aziende associate alla Camera Nazionale della Moda Italiana evidenziano la partecipazione femminile negli organi societari (CdA, Collegi Sindacali, Procuratori);
- Gli ultimi dati disponibili di Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda mappano le mansioni della manodopera femminile nell’industria Tessile e Abbigliamento e nel settore Conciario e degli Accessori;
- Un’indagine su 105 piccole e medie imprese artigiane associate a CNA Federmoda e Confartigianato Imprese che rileva la presenza femminile nei comparti produttivi della filiera moda.
Moda italiana: 1 ruolo apicale su 3 alle donne
L’analisi delle visure di 97 aziende associate alla Camera Nazionale della Moda Italiana evidenzia una partecipazione femminile del 31,4% negli organi societari dei grandi marchi nel 2025 (+3,2 punti percentuali rispetto alla prima edizione del Barometro di sei anni fa).
Le donne che hanno ricoperto posizioni apicali negli organi societari sono più giovani di oltre tre anni rispetto agli uomini nelle stesse posizioni. L’età media delle donne è infatti di 52 anni, rispetto ad una media di circa 56 anni per gli uomini.
Guardando più in dettaglio alla composizione dei CdA, nel 2025 la presenza femminile ha raggiunto il 25,4%, crescendo di 4,1 punti percentuali dalla prima edizione del 2020. Nonostante ciò, dal 2023 la quota di donne nei CdA è lievemente decresciuta.
Aumenta invece nel 2025 la presenza femminile nei Collegi Sindacali e tra i Procuratori, raggiungendo rispettivamente il 28,2% (+0,8 pp rispetto al 2024) e il 36,9% (+1,3 pp rispetto al 2024).
L’occupazione femminile nel Tessile e Abbigliamento al 59,1%
Secondo le rielaborazioni PwC sui dati raccolti da Confindustria Moda e Confindustria Moda Accessori sulle imprese della filiera, nel 2024 nei settori del Tessile e Abbigliamento presi complessivamente l’impiego di manodopera femminile è stato pari al 59,1% (contro il 59,3% del 2023). La media dell’industria manifatturiera mostra un’incidenza molto inferiore, pari al 29,0% nello stesso anno.
Complessivamente nel settore Tessile e Abbigliamento, l’11% delle lavoratrici ha al massimo 29 anni, il 16,6% tra i 30-39 anni, il 27,6% tra i 40-49 anni, il 36,1% tra i 50-59 anni. L’8,7% ha oltre 60 anni.
Donne nel Tessile
Guardando nel dettaglio al settore Tessile, nel 2024 le donne erano prevalentemente impiegate (59,3% del totale impiegati), seguite dalle operaie (45,5% del totale operai) e dalle apprendiste (48,9% del totale apprendisti). Le donne quadro rappresentano il 28% del totale, contro il 72% degli uomini, mentre nelle posizioni dirigenziali ammontano al 19,3% del totale, contro l’80,7% maschile.
Abbigliamento: maggiore presenza femminile
Nell’Abbigliamento, nel 2024 le donne erano prevalentemente impiegate (73,6% del totale), seguite dalle apprendiste (71,1% del totale apprendisti) e dalle operaie (63,4% del totale). Le donne quadro raggiungono il 46,2% del totale, contro il 53,8% degli uomini, mentre nelle posizioni dirigenziali la quota femminile sale al 31,6% (contro il 68,4% maschile). Anche in questo segmento, la presenza femminile diminuisce nei quadri e nei ruoli dirigenziali.
Nel settore conciario e degli accessori, la metà degli occupati è donna
Nel settore conciario e degli accessori (calzaturiero, pelletteria, pellicceria, concia) si stima che il 50% degli occupati siano donne, pari a 72.564 addette. Di queste, l’8,4% ha un inquadramento contrattuale a tempo determinato, il 2,1% ricopre un ruolo esecutivo/dirigenziale, il 70,6% svolge mansioni operative e la restante parte si divide tra ruoli amministrativi e “altro”.
PMI artigiane: 3 CEO su 4 sono donne
Per completare la ricerca sull’occupazione femminile lungo l’intera filiera della moda, il Barometro 2026 di PwC include i risultati di un’indagine condotta su 105 piccole medie e imprese dell’artigianato italiano associate a CNA Federmoda e Confartigianato Imprese.
L’80% delle aziende del campione ha una percentuale di lavoratrici donne pari o superiore al 60% (vs. 85% nel 2025, 77% nel 2024). Nell’ultimo anno nel 28% dei casi il campione intervistato ha visto aumentare la quota di donne dipendenti nella propria azienda, mentre nel 3% dei casi ha visto aumentare la quota di donne dirigenti. Guardando al futuro, il 24% delle imprese prevede un aumento di dipendenti donne nel prossimo anno, mentre il 9% prevede un aumento di dirigenti donne.
Nelle imprese artigiane del settore della moda intervistate, 3 CEO su 4 sono donne (in lieve crescita rispetto al 2025 e in netta crescita rispetto al 2024). Secondo i rispondenti, le principali qualità che contraddistinguono le donne che occupano una posizione nel CdA sono le abilità organizzative (39%), le competenze tecniche (36%) e la visione strategica (33%).
Le donne che ricoprono un ruolo dirigenziale lavorano principalmente nei dipartimenti di produzione (61%), amministrazione/contabilità (58%), design (42%) e vendite (32%). Inoltre, nel 72,5% dei casi le donne che partecipano al processo decisionale ricoprono più di un incarico di amministrazione, confermando i modelli di governance, per lo più di tipo familiare, delle PMI analizzate.
Il 69% delle donne che ricoprono posizioni manageriali all’interno delle aziende nel settore moda ha più di 45 anni (in linea con i dati del 2025 e del 2024). Rispetto agli under 30: nessuna delle donne in posizioni manageriali ha meno di 30 anni, mentre tra gli uomini la percentuale è 6 volte più elevata.
Welfare: parità salariale
Per quasi la totalità degli intervistati (96%) non è presente una disparità salariale tra uomini e donne (un punto percentuale in più rispetto a 2024 e 2025). L’86% dei rispondenti dichiara che ci sono pari opportunità nei processi di selezione, dato in decrescita rispetto al 97% registrato nel 2025. Resta stabile, invece, rispetto all’anno scorso la quota di coloro che dichiarano parità di opportunità in termini di avanzamento di carriera (93%).
Circa il 47% delle aziende artigiane ha dichiarato di non avere strumenti di welfare a sostegno della genitorialità. Tra chi dichiara di avere almeno uno strumento, la flessibilità oraria e di smart-working risulta lo strumento maggiormente diffuso (34%).
In tema di diversity & inclusion: il 13% ha dichiarato di aver messo a punto una strategia DE&I all’interno della propria azienda e il 33% ha affermato di tenere conto di questi valori nella scelta di relazioni di business con clienti e fornitori.
Erika Andreetta, Partner PwC Italia EMEA Luxury Community Leader, ha spiegato: “Questi dati raccontano una moda italiana fortemente al femminile nella manodopera e nelle PMI artigiane, dove tre CEO su quattro sono donne, ma ancora molto maschile nelle posizioni di vertice e nei CdA delle grandi aziende. Il 31,4% di presenza femminile negli organi societari è un segnale di progresso, ma resta un gender gap da superare, soprattutto nei ruoli dirigenziali e nelle fasce manageriali più giovani. Le imprese ci dicono di garantire pari opportunità e parità salariale, ma gli strumenti di welfare e di diversity & inclusion restano deboli: è il passo successivo che il settore deve compiere per trasformare il talento femminile in leadership strutturale”.
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L'intelligenza artificiale sta ridefinendo strategie, processi e modelli organizzativi delle aziende. La differenza, oggi, non la fa più la tecnologia in sé, ma la capacità di tradurla in decisioni migliori, processi più efficienti e risultati misurabili. Ma dove l'AI diventa davvero un vantaggio competitivo? E come si costruisce un'organizzazione capace di abilitarla concretamente? Sono le domande al centro dell’evento "AI Leaders: strategia, tecnologia e risultati", organizzato martedì 30 giugno alle ore 16.30 a Bologna da PwC Italia e Microsoft. Un momento di confronto tra protagonisti dell'innovazione digitale per leggere il fenomeno da più angolazioni: dalla visione strategica all'implementazione operativa, dall'ecosistema tecnologico ai casi d'uso reali.Spazio di particolare rilievo sarà dedicato a casi concreti di adozione dell’AI: l'esperienza di PwC Italia come client zero, l'applicazione di Copilot e degli agenti cyber al mondo del calcio e un focus sull'ecosistema Microsoft.A chiudere i lavori, l'intervista condotta da Andrea Frollà, giornalista di la Repubblica, a Riccardo Ceccarelli, Founder di Mental Economy. Un momento per allargare lo sguardo al fattore umano e alla relazione tra mente, performance e tecnologia.Seguirà Aperitivo.
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Grow Smarter. Connect Better.
Il mercato Consumer sta vivendo una trasformazione senza precedenti. Oggi, più che mai, la complessità e la rapidità dei cambiamenti impongono alle aziende non solo di adattarsi, ma di evolvere con agilità e innovazione per restare competitive.In questo scenario, la collaborazione tra PwC e Salesforce diventa la chiave per sbloccare nuove opportunità di crescita, grazie a soluzioni integrate che semplificano la complessità e trasformano le sfide in vantaggi concreti.Martedì 7 luglio alle ore 16:00, presso gli uffici PwC di Milano in Via Monte Rosa 91, si terrà l’evento “Grow Smarter. Connect Better.”, dedicato a come le aziende del settore Consumer possono adottare tecnologie all’avanguardia e strategie innovative per:Connettersi in modo più efficace e profondo con i propri clientiSemplificare processi complessi diventando più agili e reattiveGuidare una crescita sostenibile e intelligente, orientata al risultatoDurante l’incontro potrai:Scoprire la visione PwC sul mercato consumer attuale e sulle potenzialità offerte dall’ecosistema SalesforceAscoltare casi di successo di aziende B2C e B2B che hanno già beneficiato di queste soluzioniConfrontarti con esperti PwC e Salesforce su strategie, best practice e opportunità concreteUn’occasione unica per esplorare come innovazione e consulenza si integrano per supportarti nel trasformare la complessità del mercato in crescita reale e duratura.ISCRIVITI ORA
Top 500 Liguria
Guardare al futuro significa comprendere come persone, tecnologie e dinamiche globali stiano ridisegnando opportunità e modelli di crescita per le imprese e, per farlo, occorre mettere a fattor comune competenze, esperienze e prospettive differenti. PwC Italia, in collaborazione con la Repubblica Genova e l’Università di Genova, organizza venerdì 10 luglio alle ore 9.15 a bordo della nave Costa Toscana la decima edizione di Top 500 Liguria. Dopo le tappe di Levante e Ponente, il percorso Road to Top 500 Liguria si conclude con un momento di sintesi, confronto e visione strategica. Un’occasione per celebrare dieci anni di un’iniziativa che, attraverso l’analisi delle prime 500 imprese liguri, ha saputo interpretare l’evoluzione dell’economia regionale e anticiparne le traiettorie future. L'incontro riunirà imprese, istituzioni, mondo accademico e nuove generazioni intorno alle grandi sfide che attendono il sistema produttivo regionale: dall’innovazione tecnologica alla centralità del capitale umano e delle competenze, fino agli impatti dei cambiamenti geopolitici sull’economia della Liguria. Un confronto aperto tra i protagonisti dell’economia del territorio per leggere il presente, individuare nuove opportunità e tracciare insieme, con consapevolezza e ambizione, le rotte future. Il numero di posti è limitato. Qualora la sua richiesta di iscrizione fosse confermata, riceverà un’e-mail di avvenuta registrazione.